giovedì 28 maggio 2015

FORMAZIONE

FORMAZIONE
Secondo un vecchio aforisma mi viene da domandare: "chi formerà i formatori".
Trovo strano che nel momento in cui non esiste praticamente possibilità di lavoro per i giovani una frotta di formatori è presente sul mercato per aiutare i giovani.
Questi danno una preparare a lavori che non esistono o per dare formazione per lavori di dodici mesi al massimo e per un a retribuzione di 300 euro naturalmente con ritenuta d'acconto.
L'aspetto fiscale è esilarante in questo caso perché si ha una ritenuta per redditi che nel loro complesso sono inferiori al minimo per potere essere tassati!
L'unica cosa positiva è il lavoro che viene offerto ai formatori che di solito ne hanno già un altro ben pagato.

mercoledì 27 maggio 2015

LA VIA DEGLI ABATI

LA VIA DEGLI ABATI 
Attualmente è da considerarsi una variante della Via Francigena.   Collega Pontremoli a Pavia

Il percorso della via Francigena che oggi conosciamo è quello descritto nel suo diario di viaggio dall’Arcivescovo Sigerico, nel ritorno da Roma verso Canterbury tra il 990 e il 994. Giunto a Pontremoli e dovendo attraversare l’Appennino, Sigerico scelse la via del passo della Cisa (Monte Bardone), che consentiva di raggiungere, disegnando un ampio arco, le città della pianura (Fidenza, Piacenza, Pavia).
Esisteva tuttavia anche un altro percorso, più antico, che passava attraverso i monti ed era praticato sin dal VII secolo soprattutto da chi viaggiava a piedi, quale tragitto più breve da Pavia a Lucca e verso Roma, transitando per Bobbio, Bardi, Borgovalditaro e infine Pontremoli.

Il percorso, utilizzato già dai sovrani longobardi prima della conquista della Cisa, controllata dai bizantini, toccava anche l’abbazia di Bobbio, nel cuore dell’Appennino, dove i pellegrini diretti a Roma e provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche passavano a venerare le spoglie di San Colombano (+615), grande abate irlandese e padre, con San Benedetto, del monachesimo europeo. (Per questo tanto a Pavia che a Lucca esisteva già in età longobarda un hospitale di San Colombano). Il tragitto era parimenti seguito dagli abati di Bobbio per andare a Roma presso il pontefice, da cui l’abbazia direttamente dipendeva.
Ancora oggi questo storico percorso, denominato ora “Via degli abati” (o “Francigena di montagna”), che attraversa i valichi e le verdi vallate dell’Appennino toccando i centri medievali di Bobbio, Bardi, Borgovalditaro e Pontremoli, lontano dal traffico stradale e dall’afa della pianura, rappresenta una suggestiva variante per i viandanti della Francigena, specialmente durante la stagione estiva.  
Dal 2011 è disponibile la Cartoguida per il tratto Bobbio Pontremoli, realizzata con la collaborazione delle sezioni locali del CAI: il percorso, lungo 120 chilometri, è presentato in due fogli, con quattro facciate a colori in scala 1:25.000, con l ’aggiunta di notizie di carattere storico, artistico ed ambientale.

La mappa sottostante della Via Francigena (pubblicata nel sito del Comune di Gambassi Terme, Toscana, anno 2003), oltre a tratteggiare il percorso di Sigerico dalle Alpi a Roma, segnala anche la variante montana che passa per Bobbio e che corrisponde alla Via degli Abati.
(documento predisposto dalla Associazione degli Amici di San Colombano di Bobbio (PC) latrebbia@email.it)
pellegrinando.it

Postacertificat@ (CEC-PAC). Un servizio semplice ed indispensabile

Postacertificat@ (CEC-PAC) Un servizio semplice ed indispensabile

Gentile Utente, 


Si avvisa che il servizio di Postacertificat@ (CEC-PAC), dedicato esclusivamente alle comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione, sarà progressivamente sospeso per far convergere tutte le comunicazioni di posta certificata su sistemi di PEC standard, abitualmente utilizzati nelle comunicazioni tra cittadini, professionisti e imprese. 

La sospensione del servizio osserverà la seguente tempistica: 

1) dal 18 dicembre 2014 non sono più rilasciate nuove caselle CEC-PAC a cittadini e pubbliche amministrazioni, ivi incluse le caselle per le quali la richiesta di attivazione online è stata presentata in data antecedente, ma per le quali non si è ancora proceduto all'attivazione presso gli uffici postali; 

2) dal 18 marzo 2015 al 17 luglio 2015 le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l'accesso alle stesse solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti; 

3) dal 18 luglio 2015 le caselle non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi e l'accesso alle stesse sarà consentito, sino al 17 settembre 2015, solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti; dal 18 settembre sarà definitivamente inibito l'accesso alla propria casella; 

4) dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti del servizio CEC-PAC la possibilità di richiedere l'accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata. 


Dal 13 marzo 2015 e fino al 18 settembre 2015, tutti gli utenti CEC-PAC potranno richiedere una casella PEC gratuita per un anno. Tale casella sarà resa disponibile da uno dei tre seguenti Gestori PEC: 

* Aruba PEC S.p.A. 
* Infocert S.p.A. 
* Postecom S.p.A. 

La richiesta va fatta direttamente a uno dei tre precedenti Gestori. 


Dal 13 marzo 2015 dall'indirizzo http://www.agid.gov.it/manif-interesse-fornitura , gli utenti CEC-PAC interessati potranno raggiungere i siti dei tre Gestori sia per conoscere le caratteristiche del servizio offerto sia per poter effettuare la richiesta.


Di seguito alcune semplici istruzioni per agevolare il salvataggio delle comunicazioni presenti sulla sua casella di Posta certificata CEC-PAC:


* Salvataggio delle email configurando un client di posta

Configurare un client di posta secondo le modalità illustrate nella Guida completa sul portale www.postacertificata.gov.it. alla voce Servizi -> Servizi Base -> Come configurare il client di posta Outlook 2010/Come configurare il client di posta Thunderbird

Una volta configurato il client e scaricate le email, queste devono essere salvate in una cartella creata sul proprio PC. Il salvataggio sulla cartella locale può essere fatta in modalità drag-and-drop (per trascinamento della email nella cartella creata sul PC) oppure con il classico copia-incolla


* Salvataggio delle email attraverso il fascicolo

Qualora si desideri salvare le email direttamente dal portale www.postacertificata.gov.it è necessario che queste vengano prima spostate in una cartella creata ad hoc nel fascicolo e poi scaricare la cartella creata sul proprio PC

Procedere in questo modo:
1 accedere al portale www.postacertificata.gov.it
2 autenticarsi con le proprie credenziali
3 cliccare su Casella PostaCertificat@
4 cliccare su Fascicolo
5 cliccare su Crea cartella fascicolo
6 assegnare un nome alla cartella dove verranno spostati i messaggi (es: BackupPostainArrivo). Il nome della cartella non può contenere spazi, underscore e punteggiatura
7 cliccare su "Aggiungi" e poi su "Torna al Fascicolo". Nel fascicolo si visualizzerà la casella creata.
8 cliccare su Posta in Arrivo
9 selezionare una email per volta apponendo una spunta nel check-box alla voce Seleziona.
10 cliccare su "Salva mail in fascicolo". L'operazione deve essere fatta per ogni singola email, non è possibile selezionare tutte le email e spostarle contemporaneamente tutte nel fascicolo.
11 cliccare sul nome della cartella creata nel fascicolo e poi cliccare su "Salva messaggi". Procedere come illustrato per ogni singola email
12 Terminato il salvataggio delle email nella cartella creata nel fascicolo, cliccare su "Fascicolo"
13 selezionare il check-box relativo alla casella creata per il salvataggio delle email
14 cliccare su "Scarica". Si aprirà il box del Sistema Operativo dove dovrà essere selezionata la posizione sul PC dove salvare la cartella che stiamo scaricando. La cartella verrà scaricata in formato .zip. All'interno della cartella salvata sul PC si troveranno i messaggi email.

Se è necessario salvare email presenti in altre cartelle, ad esempio Posta Inviata, procedere come dal punto 5. in poi.



Il concessionario del servizio Postacertificat@

martedì 26 maggio 2015

Filantropia

Egr. Avv.,
Chissà perché più uno guadagna , specialmente se guadagna facilmente magari cumulando incarichi (dove per altri il cumulo è incompatibile) ,  e più invita ad essere generosi.
Chi invece si ritrova senza lavoro e senza un quattrino ha atteggiamenti di rifiuto dell'accoglienza
I migliori saluti.
GG

risposta
è forse per questo che quando fa proposte generose dovrebbe dichiarare come e quanto guadagna.
Esempio "ho dieci incarichi dallo Stato vi invito a donare 2 euro!"

Cittadini del mondo – Scandicci si cura. protocollo d’intesa

“Cittadini del mondo”, 34 profughi impegnati nel volontariato per l’integrazione in città

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I profughi richiedenti asilo ospiti di strutture a Scandicci faranno volontariato in città, grazie al progetto “Cittadini del mondo – Scandicci si cura” nato dalla collaborazione tra il Comune di Scandicci, il Comitato locale della Croce Rossa Italiana e la Cooperativa sociale Il Cenacolo. Il Sindaco e i Presidenti della Croce Rossa Gianni Pompei e de Il Cenacolo Matteo Conti hanno firmato il protocollo d’intesa per l’avvio dell’attività martedì 12 maggio 2015. Tutti i 34 profughi attualmente presenti a Scandicci hanno dato la propria disponibilità a partecipare all’iniziativa, e incontreranno l’Amministrazione e le due associazioni la prossima settimana. Il progetto ha come obiettivo l’integrazione in città degli immigrati richiedenti asilo politico, dal momento che la legge non consente loro la possibilità di un inserimento lavorativo per un periodo di sei mesi dall’arrivo sul territorio italiano, circostanza che di fatto impedisce un ruolo attivo di queste persone nella comunità. I profughi faranno volontariato con funzioni di controllo sociale e di sicurezza del territorio, in particolare negli spazi publici cittadini; durante la loro attività indosseranno una pettorina con il logo del progetto, gli stemmi del Comune, della Croce Rossa e dell’associazione Il Cenacolo e la scritta “Cittadini del Mondo – Scandicci si cura”.
Il progetto Cittadini del Mondo è la prima di una serie di iniziative del Comune di Scandicci per la sicurezza sociale, l’impegno civico e il decoro urbano, che andranno sotto al logo “Scandicci si cura”. 
Esso è volto a far interagire con il tessuto sociale e associativo del territorio i cittadini richiedenti asilo politico, in attesa o in possesso di permesso di soggiorno di protezione sussidiaria. 
La Cooperativa sociale Il Cenacolo, che gestisce per conto della Prefettura il collocamento delle persone in strutture o in immobili nel territorio comunale, ha il ruolo di mediatore tra i promotori del progetto e i richiedenti asilo politico di volta in volta presenti sul territorio comunale. Il comitato locale di Scandicci della Croce Rossa Italiana programmerà corsi di formazione per i profughi impegnati nel volontariato; 
il Comune di Scandicci, infine, si impegna a fornire le ulteriori competenze e ad individuare le funzioni dei volontari, come ad esempio il controllo dei giardini comunali e l’apertura e la chiusura dei parchi. Nella loro attività i volontari saranno coperti da assicurazione grazie all’integrazione all’interno della Croce Rossa. (M.G.)