venerdì 20 febbraio 2015

Capanna. Diritti acquisiti

Capanna – Giletti: ‘Poveretto, ha fatto figura di merda e gli danno 330mila euro l’anno’

“Giletti? Un poveretto, un mentitore, un giornalista minus. Merita di essere assistito”. Così Mario Capanna definisce Massimo Gilettidopo il feroce scontro tra i due avvenuto a “L’Arena”, su Rai1. Ospite de “La Zanzara”, l’ex leader di Democrazia Proletaria appella il conduttore Rai “Gilletti”, suscitando l’ilarità diCruciani e Parenzo, a cui rivolge un monito stizzito: “Se mi interrompete, chiudo la comunicazione e vi mando a quel paese”. Poi affonda il coltello su Giletti: “Ha fatto una figura di merda? Sì, è indiscutibile. Gli vengono dati 330mila euro all’anno di soldi pubblici, perde la trebisonda, fa un gesto volgare e totalmente indegno. Vespa non avrebbe mai fatto una cazzata come questa. Chiedo che il cda Rai e lacommissione parlamentare di Vigilanza aiutino Giletti a darsi una calmata. E’ stato beccato a impostare una trasmissione su 3 dati falsi e dovrà rendersi conto della sua sceneggiata obiettivamente indegna”. Capanna ribadisce poi che la sua azione di difesa del vitalizio è anche a favore dei più deboli e si scontra a lungo coi conduttori, che lo accusano di essere un privilegiato: “E’ una stronzata, questa categoria è una segata che usate voi. Quei 5mila euro, scarsi peraltro, me li sono guadagnati. Voi vi ostinate, a guisa del tapino Giletti, a non capire questa cosa elementare”. Alle critiche insistenti di Cruciani, il politico replica piccato: “Vergognatevi, non fate una pippa lì con quella radio e spargete minchiate alla Giletti. Io con voi sono stato longanime, vi ho dato molto del mio tempo. Forse conviene che ci salutiamo” di Gisella Ruccia
10 febbraio 2015

giovedì 19 febbraio 2015

Autorità per l'energia elettrica e il gas. Prezzo più basso


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Rilancio economia nuova "local tax"

Risorse enti locali, nuova "local tax" e riordino funzioni per rilanciare l'economia nel senso che chi può scapperà all'estero per fare impresa?
Si potrà comunque aumentare le tasse sugli immobili e sul turismo per cercare di fare fallire anche queste attività?
Mai pensare  a ridurre la spesa a ridurre le spese di un macchina burocratica che sta affamando l'Italia

Politici accusati di essersi fatti rimborsare con soldi pubblici spese assurde.

Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e i pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio hanno inoltrato all’ufficio gip la richiesta di rinvio a giudizio per 64 persone.
 Sulla richiesta di processo per i 64 imputati dovrà esprimersi il giudice dell’udienza preliminare. 
Tra le persone che rischiano il processo ci sono anche Renzo Bossi e Nicole Minetti, oltre a Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale, Massimo Ponzoni, Franco Nicoli Cristiani, Monica Rizzi, Romano Colozzi, Massimo Buscemi e Giulio Boscagli, per citarne alcuni dell’allora maggioranza. Per quella che era l’opposizione (le accuse riguardano il periodo che va dal 2008 al 2012), invece, ci sono, tra gli altri, Chiara Cremonesi, Luca Gaffuri, Carlo Spreafico ed Elisabetta Fatuzzo.  
Ad esempio, che l’ex assessore lombardo del Pdl, Giovanni Rossoni, aveva speso oltre 3400 euro per novanta provole di Auricchio. 
I soldi pubblici poi sarebbero stati usati dagli allora consiglieri anche per comprare torroni e per pagare cene a base di aragosta e sushi. Il tutto per un totale di oltre 3 milioni di euro. 
Nelle quasi 700 pagine di richiesta di rinvio a giudizio ci sono gli elenchi dettagliati di tutte le spese contestate ai politici, già emerse e che anzi, rispetto alla chiusura delle indagini, sono state leggermente ritoccate al ribasso.
Per i 64 consiglieri lombardi di maggioranza e opposizione accusati di peculato nell’inchiesta sui rimborsi spese per milioni di euro  il 2 febbraio comincerà l’udienza preliminare del gup Fabrizio D’Arcangelo dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Milano.
Quando la politica non sa controllare sé stessa ci si deve affidare a tre gradi di giudizio .
La giustizia con tempi troppo lunghi non è giustizia.

Referendum Regione Lombardia "nuove forme di autonomia". Referendum sul limite a indennità stipendi e ai vitalizi?

Il quesito referendario è il seguente: «Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per chiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia...?». 
I consiglieri chiedono ai cittadini  se devono chiedere allo Stato nuove forme di autonomia, beninteso «nel quadro dell’unità nazionale»... Anche se approvato, il referendum non è vincolante né produce effetti concreti. 
Effetti Politici?
Rilanciare la battaglia delle autonomie in un momento che per risparmiare si vogliono accentrare i compiti allo Stato.
Effettivamente i decentramento è costato uno sproposito e i risultati sono sotto gli occhi di tutti si sono moltiplicati i costi una classe politica e dirigenziale pubblica sempre più costosa e servizi ai cittadini sempre più cari.
Perché non fare un referendum sul limite a indennità stipendi e ai vitalizi?