venerdì 8 febbraio 2019

la France a rappelé son ambassadeur

Après plusieurs mois de crispation entre Paris et Rome, la France a finalement rappelé son ambassadeur. L'Élysée n'a pas apprécié la visite de Luigi Di Maio, mardi, à un groupe de «gilets jaunes».

Cela n'était pas arrivé depuis 1940, lorsque l'Italie avait déclaré la guerre à la France. Après avoir beaucoup arrondi les angles, Paris a changé de ton et de manières: l'Élysée a rappelé l'ambassadeur de France en Italie, Christian Masset, qui a pris sans préavis l'avion pour Paris, dès jeudi après midi.lefigaro.fr

I Cimiteri Presentazione

I Cimiteri
Keyeditore
autore/i: Avv. Chiara Zambelli , Avv. Nicola Centofanti


PRESENTAZIONE

la parola cimitero è estranea al linguaggio classico greco romano e è usata Dai primi cristiani inizialmente per indicare le singole tombe e poi per indicare i sepolcreti collettivi
Nel 1804 è stato pubblicato in Italia l'Editto di Saint Cloud legge con cui Napoleone poneva i cimiteri lontani dalle città e stabiliva che le scritte sulle tombe dovevano essere tutti uguali
la materia in Italia e ora regolata dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990 numero 285
La materia può riferirsi per alcuni ambiti all’ordine pubblico e alla sicurezza riservati alla competenza esclusiva dello Stato, per altri al governo del territorio soggetto alla normativa concorrente delle regioni.
E’ una materia multidisciplinare, che rientra nell'ambito della legislazione concorrente delle regioni, fermo restando che la determinazione dei principi fondamentali è riservata alla legislazione dello Stato.
L’opera è divisa in quattro parti.
la prima parte del volume esamina i Principi statali in materia di polizia mortuaria con accenni ai contenuti di alcune leggi regionali in particolare della Regione Lombardia con particolare riguardo al piano regolatore cimiteriale.

la seconda parte considera le concessioni cimiteriali con particolare riferimento al procedimento di assegnazione e del suo contenuto
il diritto d'uso di una sepoltura consiste in una concessione amministrativa su bene comunale soggetta a regime dei beni demaniali e lascia integro il diritto del Comune sulla nuda proprietà

ogni concessione del diritto d'uso di aree umani fatti deve risultare da apposito atto contenente l'individuazione della concessione le clausole e condizioni della medesima le norme che reggono l'esercizio del diritto d'uso.
il privato tenuta la concessione ha un diritto soggettivo al Sepolcro, lo Ius sepulchri si compone di un complesso di situazioni giuridiche.

Il diritto primario consistente nella duplice facoltà di essere sepolti e di seppellire altri in un dato Sepolcro.
Ai fondatori ed ai loro discendenti, facenti parte della famiglia, compete, oltre al diritto di esservi seppelliti, quello di veder rispettato il pari diritto degli altri contitolari e dei loro discendenti (ius inferendi mortuum in sepulchrum).
Nel sepolcro non possono essere introdotte salme di persone estranee alla famiglia, appartenendo il diritto di sepoltura, pro indiviso, solo a tutti i membri della famiglia stessa
La giurisprudenza comunemente afferma che la famiglia, del fondatore o dei fondatori, è costituita da un nucleo sociale formato da persone del medesimo sangue o legato tra loro da vincoli di matrimonio, ancorché non aventi lo stesso cognome, salva l'eventuale contraria volontà dei fondatori stessi, ai quali è riconosciuta la facoltà di ampliare o restringere la sfera di beneficiari del diritto.
Nel caso in cui nessuna diversa volontà sia stata manifestata, in forma espressa o tacita, dai fondatori, deve necessariamente ritenersi che tutti i componenti della famiglia, aventi vincoli di sangue con i fondatori - anche se con diverso cognome - abbiano diritto di essere ospitati nel sepolcro familiare: della famiglia fanno parte, quindi, anche le figlie femmine coniugate, in quanto aventi lo stesso sangue del fondatore. –
Particolare attenzione il volume dedica al problema della durata delle concessioni
L'art. 92, D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, afferma che le concessioni di aree cimiteriali per le sepolture sono a tempo determinato e di durata non superiore a 99 anni, salvo rinnovo.
Sulla scorta degli indirizzi dottrinali il legislatore ha affermato che le concessioni a tempo determinato di durata eventualmente eccedente i 99 anni, rilasciate anteriormente alla data di entrata in vigore del D.P.R. 21 ottobre 1975, n. 803, possono essere revocate, quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell'ultima salma, ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero. Tutte le concessioni si estinguono con la soppressione del cimitero.
La natura demaniale dei cimiteri contrasta con la perpetuità delle concessioni cimiteriali che finirebbe per occultare un vero e proprio diritto di proprietà sul bene demaniale (cimitero) che, per sua natura, è un bene pubblico, destinato a vantaggio dell'intera collettività; ne consegue che l'utilizzo di tale bene in favore di alcuni soggetti, che è quanto si verifica con una concessione, deve necessariamente essere temporalmente limitato, anche stabilendo una durata prolungata nel tempo e rinnovabile alla scadenza, venendo altrimenti contraddetta la sua finalità pubblica, al quale il bene verrebbe definitivamente sottratto.
A fronte di una concessione cimiteriale perpetua, l’Amministrazione ha il potere di disporne unilateralmente la sua modifica, mediante la previsione di un termine di durata, oltre il quale la concessione deve essere rinnovata.

la giurisprudenza ha sancito che la natura demaniale dei cimiteri contrasti con la perpetuità delle concessioni cimiteriali; essa, infatti, finirebbe per occultare un vero e proprio diritto di proprietà sul bene demaniale (cimitero), che per sua natura è un bene pubblico, destinato a vantaggio dell'intera collettività. Ne consegue che l'utilizzo di tale bene in favore di alcuni soggetti - che è ciò che si verifica attraverso una concessione - deve necessariamente essere temporalmente limitato (anche stabilendo una durata prolungata nel tempo e rinnovabile alla scadenza), venendo altrimenti contraddetta la sua ontologica finalità pubblica, al quale il bene verrebbe definitivamente sottratto.

E’ risultato corretto il regolamento del Comune di Gallipoli che ha disposto la trasformazione delle concessioni c.d. "perpetue" in concessioni temporanee di lunga durata soggette a rinnovo, così come corretta si rivela la contestata disposizione regolamentare nella parte in cui ha imposto al concessionario il pagamento di un canone concessorio per il loro rinnovo.


Per altra teoria dalle concessioni cimiteriali perpetue rilasciate anteriormente al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 scaturiscono diritti acquisiti non incisi dal medesimo D.P.R. con la conseguenza che le stesse, in assenza di apposita previsione di legge, non possono essere trasformate in concessioni a tempo determinato, né possono essere revocate, se non nei singoli casi di decadenza per inadempimento degli originari obblighi inerenti alla concessione.

La terza ha per oggetto la polizia mortuaria e illustra le modalità di sepoltura dalla inumazione alla cremazione.
La parte quarta analizza la liberalizzazione dei servizi cimiteriali.
La parte quinta tratta delle forme di tutela dalla autotutela amministrativa alla tutela giudiziaria.
Il volume propone in appendice uno schema tipo di regolamento comunale di polizia mortuaria.
L’opera è rivolta in modo particolare agli amministratori degli enti locali ed a tutti coloro che operano negli uffici pubblici e privati oltre che ai tecnici ed operatori del diritto.

messo alla porta il direttore di Repubblica

I fratelli De Benedetti (Marco e Rodolfo) hanno messo alla porta il direttore di Repubblica

I direttori di giornale hanno, per l’articolo 6 del contratto di lavoro, poteri assoluti all’interno di una redazione, modesta o gigante che sia. Con una sola falla: possono essere mandati a casa da un giorno all’altro, senza preavvisi e tutele sindacali. Calabresi riceve la notizia del suo licenziamento senza tanti balletti.

Calabresi viene informato della decisione di licenziarlo. L’ormai ex direttore di Repibblica esce dall’ufficio di Marco De Benedetti e twitta all’istante: “Dopo tre anni finisce la mia direzione a Repubblica, lo hanno deciso gli editori”.

Calabresi parla di editori, quindi è evidente che la decisione è stata presa da Marco De Benedetti (presidente di Gedi) e dal fratello Rodolfo (presidente di Cir che controlla Gedi). Com’è ovvio che accada in questi casi cheek to cheek con l’ad Laura Cioli e con l’immancabile Monica Modardini, ad di Cir.

In tutto questo si sono dimostrati bravissimi, non è filtrata una goccia di notizia, zitti e compatti. Compreso Verdelli, che dovrebbe averlo saputo molto prima del giorno del calcio a Calabresi.

Il cda di Gedi viene convocato (formalmente) il giorno dopo. Alle 11 del mattino esce una nota ufficiale del Gruppo che fa impallidire i comunicati stampa della vecchia Democrazia Cristiana. Un comunicato di 10 righe dove a ben guardare il benservito a Calabresi non lo maschera neppure.

John Elkann è il secondo azionista (o azionista di minoranza) di Gedi. E’ molto difficile che John Elkann non abbia tentato di far tornare sulle loro posizioni i De Benedetti. Sempre che qualcuno gli abbia anticipato la decisione, cosa sulla quale ci sono molti dubbi.

C’è infine da rilevare che le varie supposizioni di cessione del Gruppo a qualche editore-compratore estero. Potrebbe essere che il compito di Verdelli, definito l’Innovatore, sia proprio quello di risanare la corazzata Repubblica e poi tornare a mettere un carrozzone Gedi più appetibile sul mercato. giorgiolevi.com

Repubblica dà il benservito a Mario Calabresi

Repubblica, De Benedetti dà il benservito a Mario Calabresi, al suo posto verrà nominato Carlo Verdelli
Carlo Verdelli è stato indicato alla direzione di ‘Repubblicà per succedere a Mario Calabresi. Manca ancora l’ufficialità, visto che la nomina spetta al cda della società editoriale Gedi che si riunirà a breve. Sarebbe stata una doccia fredda per Calabresi, probabilmente troppo schierato, secondo i suoi padroni, preoccupati non tanto perché il giornale fondato da Scalfari e di proprietà di De Benedetti sia più che in passato l’house organ del partito del Tav quanto perché l’agonia della perdita di copie sia lontana dall’essere tamponata. Resta da capire cosa accadrà al gruppo, a partire da L’Espresso.
Popoffquotidiano.it

Marco Marsilio alla guida della regione Abruzzo

C’erano i tre leader nazionali del centrodestra, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi alla conferenza stampa a Pescara a sostegno della candidatura di Marco Marsilio alla guida della regione Abruzzo. “Siamo qui uniti – ha detto Marsilio – e la cosa non deve stupire: il centrodestra governa unito in molte città e in molte realtà locali, certo l’avvicinarsi delle elezioni europee produce l’effetto che ogni partito corre per sé, ma qui tutta la coalizione sta concorrendo per riconquistare domenica l’Abruzzo. La presenza dei leader nazionali del centrodestra testimonia l’attenzione per l’Abruzzo, l’obiettivo è di riportare questa regione al centro della politica”. Marsilio ha poi sintetizzato il programma: modernizzare le infrastrutture, promuovere i prodotti dell’Abruzzo, lavorare al riordino della sanità. “Sul piano dei contenuti – ha concluso – abbiamo già vinto la partita”. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Gaetano Quagliariello, leader di Idea, e Vittorio Sgarbi.