lunedì 12 giugno 2017

Legge elettorale. Precisazioni On. Fiano

Legge elettorale. Precisazioni On. Fiano

 Il deputato Emanuele Fiano, capogruppo del Pd in commissione Affari Costituzionali e relatore della riforma elettorale, replica a uno dei blog firmato da Pressappoco, un gruppo di attivisti M5s. Precisando che quella non è la ricostruzione del giornale, come dice il deputato, riceviamo e pubblichiamo la sua ricostruzione sull’iter della legge elettorale e sull’emendamento che ha provocato la rottura del patto tra Pd e M5s.
Gentile direttore,
la ricostruzione del suo giornale sulle mie parole a riguardo dell’emendamento Fraccaro-Biancofiore pecca di un grave difetto. E’ corretto nella prima parte si “dimentica” poi del tutto di riportare anche il secondo, fondamentale passaggio successivo alla Commissione, ovvero quello davanti al Comitato dei 9. In quella occasione io ho ribadito il mio parere contrario, senza che nessuno dei Cinquestelle muovesse alcuna obiezione. Ci sono circa 20 testimoni.
Ho chiesto a tutti se ci fossero emendamenti da accantonare, ho accantonato un importante emendamento di Toninelli, nulla d’altro mi è stato chiesto. Nulla mi è stato chiesto da Toninelli in aula dopo la ripetizione del mio parere in aula a microfono. L’intervento in aula di Fraccaro non annuncia la decisione di voto favorevole, non annuncia che voteranno in difformità al parere del relatore al quale hanno dato mandato, che poi sarei io.
Ribadisco dunque la mia posizione: i grillini hanno preparato il loro scherzo in modo scientifico. Chiunque voglia ricostruire la vicenda si documenti e la racconti passo passo, nella mia cronaca non è omesso niente.ilfattoquotidiano.it/2017/06/10/
L'ottimista. Una legge elettorale che si ferma per un emendamento e che chiude ogni tratta che chiude ogni trattativa appare di difficile credibilità anche per il più benevolo interprete.

Si dimenticano  i contenuti per discutere di dettagli. Forse non conviene votare subito!

Mef. Tasse

Mef. Tasse

Troppi balzelli, troppi esattori, troppe sigle: l’Italia è ai primi posti della graduatoria mondiale per complessità del sistema fiscale, peggio di Vietnam e India. Basta pensare alle vicissitudini degli acronimi dell’Imu per non stupirsi davanti ai risultati del Financial Complexity Index 2017, redatto dal Tmf Group, che passa in rassegna 94 ordinamenti fiscali nazionali tra Europa, Medio Oriente, Africa, Asia e Americhe. Per contro il posto con il sistema fiscale più semplice del pianeta è, ironia della sorte, un paradiso off shore: le Isole Cayman. Nella Top 10 globale redatta dal colosso internazionale per i servizi di consulenza fiscale e assicurativa il Paese con giurisdizione fiscale più complessa in generale (facendo una media dei risultati sulla base di 4 parametri) è la Turchia, a seguire troviamo il Brasile e poi l’Italia. In quarta posizione la Grecia, poi il Vietnam, la Colombia, la Cina, il Belgio, l’Argentina e l’India. Tornando all’Italia, “nonostante le misure introdotte per ridurre la tassazione e allineare le misure contabili alle regole internazionali, il Paese presenta ancora degli aspetti specifici che contribuiscono ad assegnargli il primo posto in Ue e il terzo al mondo per complessità del sistema fiscale”. Inoltre entrando nel dettaglio dei singoli parametri, la Grecia risulta al primo posto per complessità degli adempimenti; l’Argentina è il Paese con il peggiore sistema ai fini delle dichiarazioni fiscali; il Messico quello con maggiori problemi di contabilità e l’Italia quello con le tasse più complesse.
 “Sia l’Italia che la Grecia hanno complessità molto localizzate – afferma Juraj Gerzeni di Tmf – per esempio in Italia le imposte vengono riscosse a livello nazionale, regionale e comunale, mentre in Grecia le imposte sono suddivise in tre categorie: reddito, proprietà e consumo”. Ne consegue una grande “difficoltà” a barcamenarsi tra “i numerosi esercizi contabili e numerose imposta in Italia e in Grecia” e la necessità di rivolgersi a professionisti del settore per gli adempimenti fiscali”, aggiunge. Tra i fattori chiave che aumentano la complessità fiscale dell’Italia, Tmf indica la contabilità in italiano; libri contabili coerenti con il codice civile; dichiarazioni solo in euro; troppi livelli di riscossione nazionale, regionale e comunale che genera tutta una serie di imposte, rapporti e rimborsi con varie istituzioni che rendono il sistema molto complesso. Altrettanto intricata la giungla tributaria ellenica: vari tipi di Iva e zero coerenza nell’applicazione dell’imposta; troppi regimi fiscali speciali che si applicano alle compagnie di navigazione, compagnie aeree, centri di coordinamento, società di investimento immobiliare e fondi comuni di investimento e un volume e una complessità della legislazione fiscale, sono i punti deboli di un sistema che favorisce l’evasione/elusione o anche semplicemente la violazione involontaria delle regole fiscali. secoloditalia.it/2017/06/11.

L’Ottimista. Facendo pagare più tasse agli italiani e meno alle multinazionali che investono in Italia ricercando il ribasso più esagerato i favorisce l’occupazione????

La società Italiana di Urologia (SIU) decalogo

La società Italiana di Urologia (SIU) ha stilato un decalogo di semplici regole da seguire per una corretta prevenzione in ambito urologico:

Bevi con regolarità un’adeguata quantità di acqua

Segui una corretta alimentazione

Controlla la normale conformazione e lo sviluppo dell’apparato genitale nel tuo bambino

Effettua una visita urologica nelle varie fasi della vita: pubertà, età adulta e terza età

Presta attenzione a quante volte urini e se avverti bruciore

Ricorda, nella vita di coppia, che l’infertilità dipende nel 50% dei casi dal maschio

Presta attenzione ad eventuali perdite involontarie di urina

Consulta sempre un urologo se vedi sangue nelle urine

Effettua, dopo i 50 anni, almeno una volta l’anno un prelievo di  sangue per controllare il psa e il testosterone

Mantieni una sana vita sessuale a tutte l’età

 controllati.it

sabato 10 giugno 2017

Poesia. A Chipperfield

A Chipperfield


Il muro nero che tarpa
la porta dell'ingresso
 del cimitero di Stravinskij
non può ostacolare
la forza della sua poesia
e della sua musica
Resterà a imperituro ricordo

di uno sfregio irrimediabile. 

Foglio matricolare.Florida Bar

Florida Bar


Quando tornò, non c'era posto per Giani nel negozio di famiglia.
La gestione non consentiva di far vivere di quel lavoro più di una famiglia e lui voleva crearne una tutta sua.
Il 27 maggio 1933 l'iscrizione al PNF era stata dichiarata requisito fondamentale per il concorso a pubblici uffici, ma Giani aveva solo la licenza elementare e non aveva possibilità di partecipare a pubblici concorsi.
Non riteneva necessario iscriversi al PNF perché in famiglia nessuno era coinvolto in attività politiche ed il loro motto era: meglio stare fuori dalla politica.
Allora si era inventato un'attività nuova sulla Riva del Vin.
C'era suo zio Felice Centofanti che aveva aperto un attività di gelateria: il Florida Bar.
Il lavoro c’era e Felice aveva bisogno di altre persone che lo aiutassero.
Il bar aveva una lunga fila di tavolini lungo la Riva del Vin che, soprattutto d’estate, erano contesi dai veneziani che volevano gustarsi un buon gelato.
Fra i clienti c’erano pochi turisti.
Non esisteva il turismo di massa.
La gente era rispettosa del centro storico non urlava, non spingeva, non ciondolava in piedi per la città.
Poi c’erano i bambini, tanti bambini soprattutto d’estate  venuti lì per godersi il fresco.
C’era anche un cantante che veniva quasi tutte le sere.
Un cantante un po’ strano dal fisico asciutto, per non dire ossuto, con una voce era rauca e con due spesse lenti per cui sembrava ci vedesse poco.
Teneva attaccato al naso un foglio, che pareva fosse bianco, ma lui faceva finta di leggere il testo delle canzoni che si ingegnava di cantare colla sua voce stridula.
Come cantante era pessimo ma la gente gli voleva bene. I bambini lo circondavano con allegria e lui continuava lo spettacolo per raccogliere le monete dagli avventori.
A Nicheto il cantante era molto simpatico e per attestagli la sua ammirazione si metteva a danzare al suono delle sue canzoni e tutti ridevano di questo originale teatrino.
Quello che più piaceva a Nicheto era sedersi al fresco lungo la riva affacciata sul Canal Grande per gustarsi un gianduiotto con panna.
A Giani quel lavoro piaceva e si mise a fare il gelataio coinvolgendo nell’attività anche il fratello che non aveva ancora trovato lavoro. Bepi passava le sue giornate nella stalla come simpaticamente chiamava la sala corse.
Lì a sentire lui era un professore. Aveva un sistema infallibile: giocava più accoppiate su di un cavallo considerato brocco così se vinceva il totalizzatore pagava una bella somma. Non aveva mai spiegato, però, cosa capitava se il brocco non riusciva a piazzarsi fra i primi.
Giani si applicava con impegno a questo nuovo lavoro e riusciva bene perché aveva fantasia e soprattutto aveva voglia di stare lì tutto il santo giorno a lavorare.
C'erano le prime macchine per confezionare il gelato; le pale giravano vorticose.
Giani curava che l’impasto fosse soffice, senza grumi.
Produceva un gelato gustoso fatto con ingredienti genuini; le polverine non erano ancora di moda e soprattutto Giani amava i prodotti naturali.
Faceva una crema, con l'uovo e il latte, davvero speciale, ma soprattutto aveva realizzato delle cassate alla siciliana che tutti dicevano fossero squisite.
La sua specialità erano le torte gelato.
Riusciva con la sua inventiva a creare un prodotto interessante dove i gusti più semplici, crema  e cioccolato si legavano alla perfezione abbinati alle ciliegine all’alchermes di sua invenzione che affioravano a deliziare il palato.
I  gelati di sua produzione in poco tempo erano diventati famosi e andavano a ruba tra tutti i ristoratori nelle vicinanze di Rialto; l'attività si espandeva.
Le cose andavano bene tanto che Giani pensava già di mettere su famiglia.