GR
Egr. Avv.
dopo avere speso un fortuna per rifare la facciata ad un palazzo notificato, dopo avere atteso per quattro mesi la decisione sulla tinta da applicare, dopo aver consultato architetti ingegneri vistato progetti e aver proceduto a tre sopra luoghi la soprintendenza ha deciso che le opere non le vanno bene, e impone nuove prescrizioni!
Chi paga la soprintendenza, la proprietà o il direttore lavori, il progettista, l'impresa.
I migliori saluti
lettera firmata
risposta
Occorre verificare se le infrazioni sono avvenute per non avere eseguito precise prescrizioni contenute nell'autorizzazione, se si tratta di prescrizioni che importano sanzione e quale è l'entità delle sanzioni ; se è prevista l'esecuzione delle opere in danno ossia a cura della soprintendenza e a carico del proprietario, se infine le opere sono migliorative e sono sostenute con fondi pubblici.
Resta da considerare che Pompei crolla e la soprintendenza viene a fare verifiche a chi si spolpa per intervenire a tutela del patrimonio storico!
Forse è meglio sopprimere le competenze delle soprintendenze lasciandole ai comuni che rilasciano le autorizzazioni anche le funzione di controllo.
Troppi enti statali duplicano finzioni comunali creando il caos, poi dove c'è da intervenire non ci sono.
Meglio che abbiano competenze solo sugli immobili di interesse nazionale.
Blog su temi di diritto amministrativo e approfondimenti di fatti del nostro tempo, ideato dall'avv. Nicola Centofanti e portato avanti dal figlio dott. Paolo Centofanti
venerdì 6 giugno 2014
Imu Tasi TAri Scadenze
E' bellissimo pagare le tasse diceva un dirigente pubblico da 500.000 euro, forse gli adempimenti glieli faceva gratis l'ufficio preposto?
Ma per noi poveri contribuenti da pochi spiccioli questa è una vera opportunità di aguzzare l'ingegno e di tenersi aggiornati.
Si sa oggi il lavoro si trova dietro l'angolo e gli stipendi sono favolosi, quindi perché non prendere gli adempimenti fiscali come un divertimento?
Perché non leggere la sera le istruzioni all'unico e divertirsi dell'ingegnosità di complicare tutto per farti sbagliare ?
stai attento aguzza l'ingegno se non vuoi incorrere in sanzioni!
Le tasse della casa sono veramente un divertissement!
Imu Tari TAsi
Tre dichiarazioni tutte diverse per ogni comune.
Tre scadenze per la presentazione delle dichiarazioni/pagamenti tutti diversi: c'è da essere impegnati quasi tutti i mesi una vera delizia!
Via su internet per cercare se il tuo comune ha applicato aliquote diverse rispetto a quello della seconda casa!
Un vero rompicapo che ha il suo giusto premio; se fai tutto giusto non paghi le sanzioni.
Ma è meglio se sbagli perché lo stato ( con la s minuscola) per pagare quegli ingegnosi che si sono inventati questo labirinto fiscale ha bisogno anche di riscuotere un ingente importo che può venire solo dalle sanzioni.
Ma per noi poveri contribuenti da pochi spiccioli questa è una vera opportunità di aguzzare l'ingegno e di tenersi aggiornati.
Si sa oggi il lavoro si trova dietro l'angolo e gli stipendi sono favolosi, quindi perché non prendere gli adempimenti fiscali come un divertimento?
Perché non leggere la sera le istruzioni all'unico e divertirsi dell'ingegnosità di complicare tutto per farti sbagliare ?
stai attento aguzza l'ingegno se non vuoi incorrere in sanzioni!
Le tasse della casa sono veramente un divertissement!
Imu Tari TAsi
Tre dichiarazioni tutte diverse per ogni comune.
Tre scadenze per la presentazione delle dichiarazioni/pagamenti tutti diversi: c'è da essere impegnati quasi tutti i mesi una vera delizia!
Via su internet per cercare se il tuo comune ha applicato aliquote diverse rispetto a quello della seconda casa!
Un vero rompicapo che ha il suo giusto premio; se fai tutto giusto non paghi le sanzioni.
Ma è meglio se sbagli perché lo stato ( con la s minuscola) per pagare quegli ingegnosi che si sono inventati questo labirinto fiscale ha bisogno anche di riscuotere un ingente importo che può venire solo dalle sanzioni.
mercoledì 4 giugno 2014
Unico controlli
Unico controlli
Gli italiani sono alle prese con la dichiarazione dei
redditi.
Dovere pagare le tasse è bellissimo soprattutto se bisogna
fare calcoli e versamenti più volte all'anno .
E’ proprio una attività che favorisce tutti coloro che
vogliono fare degli investimenti.
Sempre più informazioni da dare al fisco anche per chi ha piccole attività e
redditi minimi.
Per effettuare controlli su cosa su un imponibile
tendente a zero e su dati già in
possesso dell’amministrazione?
Forse una semplificazione delle dichiarazioni consentirebbe
meno sanzioni per errori formali e più controlli sul territorio per chi evade
tutto contributi previdenziali, tasse e altro.
Divieto di affidare i servizi di pulizia ad una società in house.
Il
Consiglio di Stato, Sez. VI, con sentenza 8 maggio 2014, n. 2362 ha statuito
che la Fondazione Biennale di Venezia non può affidare i servizi di pulizia e
presidio delle toilettes per le manifestazioni organizzate dalla fondazione ad
una società in house, pur partecipata dal Comune di Venezia, ove ha sede la
Fondazione Biennale.
I giudici di Palazzo Spada ricordano che per le
società in house impone l’obbligo di “operare con gli enti partecipanti o
affidanti” e la preclusione a “svolgere prestazioni a favore di altri soggetti
pubblici o privati, né in affidamento diretto né con gara”.
Attraverso le predette limitazioni la norma intende
evitare la distorsione della concorrenza che si determinerebbe in caso di
partecipazione alle gare, indette da altri soggetti pubblici o privati, di
soggetti già affidatari diretti di servizi pubblici locali, che non
entrerebbero nel mercato “ad armi pari”, rispetto ad altri comuni operatori del
settore.”
I giudici di Palazzo Spada hanno ribadito che l’art.
13, d.l. n. 223/2006 non di limita la concorrenza, ma la regola
preventivamente, per evitare che nel mercato si creino – squilibrando a priori
le corrette condizioni competitive – surrettizie posizioni di giuridico
privilegio delle società pubbliche rispetto a quelle private”.
L’art. 13 dispone in ordine ad
“una preclusione generale a carico di tutte le società in house (che esercitino
o meno un servizio pubblico locale) a partecipare a gare indette da terzi, per
assicurare il corretto funzionamento del mercato nella nevralgica fase
concorrenziale, a protezione dei principi di libera concorrenza, di par
condicio e di libertà dell’iniziativa economica (cfr. sez. V, 21 giugno 2012,
n. 3668 e 3 giugno 2013, n. 3022, che estende il divieto alle c.d. società di
«terzo grado» o di «terza generazione», cioè partecipate dalle partecipate);
le società partecipate da enti
locali a capitale pubblico o misto, per produrre servizi strumentali
all’attività di quegli enti, debbono quindi operare solo con gli enti
costituenti o partecipanti, senza svolgere prestazioni per altri soggetti
pubblici o privati, né con gara né per affidamento diretto, con esclusione dei
servizi pubblici locali per i quali sono state costituite;
i servizi potrebbero, di conseguenza, essere svolti
anche a favore di soggetti diversi da quelli “costituenti, partecipanti o
affidanti”, sempre però che si tratti di soggetti erogatori degli stessi, quali
sono, appunto, i Comuni, ma non anche un soggetto “terzo”, quale è nel caso di
specie la Fondazione Biennale di Venezia (cfr. Cons. Stato, IV, 15 marzo 2008,
n. 946; V, 7 luglio 2009, n. 4346, 5 marzo 2010, n. 1282, 10 settembre 2010, n.
6527, 1 aprile 2011, n. 2012).
lunedì 2 giugno 2014
Regione Puglia. Scheda informativa per i fabbricati esistenti
La Legge regionale 20/05/2014 n. 27 disciplina all'art. 5 la Scheda informativa per i fabbricati esistenti
1. Per tutti i fabbricati esistenti per i quali non è obbligatoria la redazione del fascicolo del fabbricato, entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, deve essere redatta, a cura dei proprietari, avvalendosi di tecnici in possesso di idoneo titolo professionale, la “Scheda informativa” del fabbricato, il cui modello è predisposto dalla Regione Puglia e nella quale sono riportati i seguenti dati:
a. anno di costruzione;
b. titolo abilitativo;
c. provvedimenti autorizzativi;
d. destinazione d’uso delle unità immobiliari;
e. tipologia della struttura portante dell’edificio;
f. tipologia degli orizzontamenti (solai, volte, di copertura ed interpiano);
g. numero dei piani;
h. categoria del terreno di fondazione (decreto ministero delle infrastrutture 14 gennaio 2008, punto 3.2,”Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni”);
i. interventi di modifiche strutturali eventualmente eseguiti e loro titoli autorizzativi;
j. estremi del collaudo statico;
k. estremi del certificato di abitabilità e/o d’uso;
l. referto tecnico di verifica della condizione statica attuale.
L'art. 10 provvede una sanzione pecuniaria da euro 5 mila a euro 50 mila ai soggetti inadempienti.
A ben vedere gran parte dei dati raccolti sono già in possesso dei comuni perché da esso rilasciati anzi nell'archivio comunale ci dovrebbero esser tutti i progetti edilizi!
A che servono dati che il comune ha già nei suoi archivi?
Molto più effettuale sarebbe un controllo mirato pubblico che giunga nelle zone a rischio ad imporre alla proprietà gli interventi necessari.
C'è però la possibilità di una svendita in massa.
La piccola proprietà edilizia manca dei fondi per realizzare gli interventi di messa a norma soprattutto ora che attraverso l'imposizione di una tassazione esosa difficilmente riesce a trovar risorse da ciò che rimane della rendita per interventi di ripristino.