venerdì 21 novembre 2014

ESPROPRIAZIONE FORMULE 13

FORMULE   

Capitolo 13:



1.      Decreto di occupazione preliminare, art. 22 bis, d.p.r. 327/2001.


Consorzio autorità espropriante.
Decreto di occupazione d’urgenza preordinata all’espropriazione ex art. 22-bis, d.p.r. 8.6.2001 n. 327
a favore del Consorzio ……………Autorità espropriante, per l’occupazione anticipata dei beni immobili ubicati nel Comune occorrenti per far luogo ai lavori in epigrafe.
Il Dirigente dell’Ufficio Espropri
Visto
lo statuto del Consorzio;
la delibera …..mediante la quale è stato individuato quale responsabile del procedimento espropriativo il sig…;
il verbale della Conferenza di Servizi appositamente convocata in data. ..;
il piano particellare di esproprio, con accluso elenco delle ditte espropriande, approvato unitamente al progetto dell’opera pubblica con la predetta delibera del……;
che con verbale della Conferenza di Servizi del …. è stato approvato il progetto definitivo dei lavori relativi alla sistemazione stradale
che è stata dichiarata la pubblica utilità dell’opera;
che sull’area dove è prevista la realizzazione dell’opera in oggetto è stato apposto dall’Amministrazione Comunale competente il relativo vincolo preordinato all’esproprio, art. 9, d.p.r. 8.6.2001 n. 327;
che la  Delibera del ……. adottata dal Consorzio ha approvato il progetto definitivo dei lavori redatto da questo Ufficio;
che la  Delibera ha ribadito la pubblica utilità dell’opera da realizzare, ha fissato il termine di anni cinque entro cui deve essere utilmente emanato il decreto di esproprio, con scadenza al …..(quinquennale) ed ha infine assunto il relativo impegno di spesa;
che con atto ……. è stata data comunicazione alle ditte proprietarie degli immobili interessati alla procedura con relativo invito alla cessione bonaria della porzione di immobile interessata;
che per i lavori in oggetto in fattispecie ricorrono gli estremi d’urgenza trattasi di lavori di sistemazione stradale da eseguirsi irrinunciabilmente nella stagione senza pericolo di precipitazioni piovose o calamitose essendo necessario l’intervento sul territorio atto a scongiurare il pericolo che consegue al possibile dissesto causato dalle precipitazione e post precipitazioni con probabili gravi danni al territorio, art. 22-bis del d.p.r. 8.6.2001 n. 327;
che è necessario disporre l’occupazione d’urgenza degli immobili indicati in allegato riconoscendo contestualmente l’indennità di occupazione secondo quanto previsto nell’art. 50 comma 1 del d.p.r. 327/2001 a far data dalla immissione nel possesso a favore del Consorzio e sino alla data di corresponsione dell’indennità di esproprio così come determinata nell’allegato  1 che costituisce parte integrante
ed essenziale del presente atto
p.q.m.
Decreta
Art. 1 - È pronunciata a favore del Consorzio Autorità espropriante, per la causale di cui in narrativa, l’occupazione d’urgenza preordinata all’espropriazione dei beni indicati nell’accluso piano particellare di esproprio, che è parte integrante ed essenziale del presente decreto, siti nel Comune , e pertanto ne autorizza l’occupazione d’urgenza secondo le procedure previste nel d.p.r. 327/2001.
Art. 2 - Questa Autorità espropriante provvederà a notificare, nelle forme e nei termini previsti dalla legge il presente decreto di occupazione d’urgenza alle ditte espropriande, nonché agli eventuali possessori, unitamente all’avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui è stabilita l’esecuzione del decreto medesimo; la notificazione dovrà avvenire almeno 7 giorni prima della data fissata per l’immissione in possesso dei beni espropriandi.
Art. 3 - Questa Autorità darà atto dell’esecuzione del presente decreto con apposito verbale da redigere secondo le modalità e i termini di cui all’art. 24 del d.p.r. 327/2001. Si precisa che l’esecuzione del decreto di occupazione deve aver luogo a pena di nullità entro 3 mesi dalla data della sua emanazione, ex art. 22-bis comma 4 del d.p.r. 327/2001.
Art. 4 - Ai sensi e per gli effetti dell’art. 13 del d. lg. 196/2003, si informa che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale le richieste informazioni vengono acquisite.
Art. 5 - E’possibile ottenere informazioni e verificare i documenti relativi alla procedura rivolgendosi in orario d’ufficio al responsabile del procedimento espropriativo
Avverso il presente provvedimento è possibile presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale

Allegati
1) Piano particellare e relativo calcolo delle indennità
Il dirigente ufficio espropri



2.      Decreto di occupazione strumentale, art. 49, d.p.r. 327/2001.


Comune di……….
Decreto per l’occupazione d’urgenza di beni immobili occorrenti per l’esecuzione dei lavori di............................ , art. 49, d.p.r. 327/2001. .............
Il Dirigente
Visto
la deliberazione della Giunta comunale n. ……. in data ………………, esecutiva ai sensi di legge, con la quale questo Ente ha approvato il progetto dei lavori individuati in epigrafe, indicando altresì le fonti di finanziamento della spesa;
che con lo stesso provvedimento è stato determinato di procedere all’occupazione d’urgenza degli immobili necessari alla realizzazione dei lavori indicando altresì la copertura finanziaria degli oneri necessari alla predetta occupazione ed è stata autorizzata l’emissione del relativo decreto da parte del soggetto titolare della competenza in materia;
che l’approvazione del progetto da parte dell’organo competente ha comportato la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori;
l'attribuzione delle competenze al responsabile del servizio;
che l'occupazione temporanea delle aree non soggette al procedimento espropriativo risulta necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti;
che il progetto definitivo dell'opera pubblica o di pubblica utilità ha individuato esattamente le aree necessarie all’esecuzione dei lavori , art. 12, d.p.r. 327/2001;
Decreta
Art. 1. E' disposta a favore del Comune di ………………………………………. l'occupazione d'urgenza degli immobili siti nel Comune censuario e amministrativo di ………………………………………. e identificati come nell'elenco appresso riportato, estratto dal piano particellare allegato al progetto e approvato unitamente a questo, necessari alla esecuzione dei lavori di .....……………………………………………………………………;
Proprietari                            .
Partita
Mapp.
foglio
Superficie totale
Reddito dominic.
Reddito agrario
Qualità
Superficie
da occupare
Art. 2. L'occupazione per poter realizzare i lavori di cui all'articolo 1 può essere protratta fino a .................... anni dalla data di immissione nel possesso come risulterà dall'apposito verbale.
Art. 3. All'atto dell'effettiva occupazione degli immobili, l'ente occupante provvederà a redigere, contestualmente al verbale di immissione nel possesso, il relativo stato di consistenza.
Detto verbale sarà redatto in contraddittorio con il proprietario o i proprietari o, in loro assenza ovvero in caso di loro rifiuto di sottoscrizione, con l'intervento di due testimoni che non siano dipendenti dell'ente interessato o dei suoi concessionari.
Al contraddittorio sono ammessi anche il fittavolo, il mezzadro, il colono o il compartecipante.
Art. 3. All'atto dell'effettiva occupazione degli immobili, l'ente occupante provvederà a redigere, contestualmente al verbale di immissione nel possesso, il relativo stato di consistenza.
Detto verbale sarà redatto in contraddittorio con il proprietario o i proprietari o, in loro assenza ovvero in caso di loro rifiuto di sottoscrizione, con l'intervento di due testimoni che non siano dipendenti dell'ente interessato o dei suoi concessionari.
Al contraddittorio sono ammessi il fittavolo, il mezzadro, il colono o il compartecipante.
Art. 4. L'avviso di convocazione per la redazione dello stato di consistenza e immissione in possesso, contenente il luogo, il giorno e l'ora, dovrà essere notificato dall'occupante almeno venti giorni prima al proprietario del fondo, ed affisso per lo stesso periodo all'Albo pretorio del Comune in cui sono situati gli immobili.
Art. 5. L'indennità di occupazione sarà determinata dalla competente autorità in relazione al periodo di occupazione compreso tra la data di immissione in possesso e quella di acquisizione dell'immobile.
A tale scopo l'Ente occupante trasmetterà tempestivamente il verbale di consistenza e di immissione nel possesso, con tutti gli atti necessari, alla Commissione Provinciale per gli espropri della provincia di …………… dandone comunicazione ai proprietari interessati.
Art. 6. L'indennità di occupazione sarà determinata dalla Commissione Provinciale per gli espropri della provincia di ……………….e comunicata ai proprietari a cura dell'Ente occupante nelle forme prescritte per la notificazione degli atti processuali civili.
Lo stesso Ente occupante, dopo l'immissione in possesso, provvederà alla notifica ai proprietari interessati del verbale di consistenza e di immissione in possesso, con le stesse modalità di cui al comma precedente.
Art. 7. Il presente decreto perderà ogni efficacia ove l'occupazione degli immobili non segua nel termine di tre mesi dalla data della sua esecutività.
Art. 8. Ai sensi dell'articolo 3, ultimo comma, delle legge 7 agosto 1990, n. 241, si rende noto che contro il presente decreto può essere presentato ricorso al T.A.R., entro 60 giorni dal ricevimento, con le modalità di cui al d. lg. 104/2010, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro 120 giorni dallo stesso termine.
Il responsabile …………

Relazione di notifica
Il presente decreto è stato notificato in data ........……….……..... a ...................................……………….....a mezzo consegna diretta nelle mani di…………..

Relazione di pubblicazione
Il presente decreto è stato pubblicato all'Albo Pretorio del Comune di ……………dal giorno ............ al giorno ….con registrazione al numero d'ordine ...……. dell'anno ...................................

Il responsabile ……………..

ESPROPRIAZIONE FORMULE 12

FORMULE   

Capitolo  12:

1.      Ricorso al T.A.R. per la restituzione di beni occupati illegittimamente.


Al Tribunale Amministrativo Regionale del
Ricorso
del sig. . . . . residente a .... via ...., n. ...., codice fiscale n. ...., rappresentato e difeso come da mandato in calce al presente ricorso dall'avvocato …………c. f. ……....del Foro di ……………, con studio ……………, eleggendo domicilio nel suo studio, dichiara di voler ricevere le comunicazioni al numero di telefax………. o all’indirizzo di posta elettronica P.E.C. indirizzo di posta elettronica certificata  …………………… comunicato al proprio Ordine, art. 136, d. lg. 104/2010,
contro
il sindaco del comune di…………..
per ottenere
la restituzione di terreni siti in comune…….. per mancata esecuzione dell'opera pubblica.
Fatto e diritto
il sig. ……………, come sopra rappresentato, fa presente quanto segue.
Egli è proprietario di  alcuni terreni che sono stati occupati dal Comune per la realizzazione di un parcheggio pubblico in assenza di decreto di esproprio.
Il comune non ha mai emanato il decreto di esproprio relativo ai terreni di proprietà dell’istante limitandosi a corrispondere l’indennità per l’occupazione.
 Si chiede accertata l’illegittimità della occupazione non seguita da rituale procedimento espropriativo per i seguenti motivi
1) Contrasto dell’istituto della occupazione acquisitiva con l'art. 1, prot. 1, Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
L’istituto della cd. occupazione acquisitiva è stato più volte dichiarato in contrasto con l'art. 1, protocollo n. 1, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo [1].
La Corte  ha precisato che la Convenzione, a seguito della ratifica del trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007, ha assunto una diretta rilevanza nell'ordinamento interno, atteso che l'art. 117, comma 1, Cost. prevede che le leggi devono rispettare i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario
In particolare  l’art. 6, par. 3 del Trattato sull'Unione europea sancisce che i diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali [2].
La giurisprudenza ha affermato che  il comportamento di una pubblica Amministrazione che abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità e di un legittimo decreto di occupazione d'urgenza, ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come un'occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente.[3]  
In tali circostanze  il privato rimane comunque proprietario del bene, mentre sull’Amministrazione grava l’obbligo primario di procedere al risarcimento del danno da occupazione illecita, mediante la restituzione della proprietà illegittimamente detenuta previa riduzione in pristino, o - in alternativa – il risarcimento del danno per equivalente.
2) In via  subordinata  il ricorrente chiede la condanna della p.a. al risarcimento del danno causato dall’indisponibilità dei terreni dal momento della cessazione dell’occupazione d’urgenza sino alla restituzione degli stessi.
E’ evidente la sussistenza della colpa grave comunale, in quanto l’Ente aveva agito in palese violazione dell’obbligo di concludere il procedimento amministrativo di espropriazione mediante l’adozione di un provvedimento espresso, art. 2, comma 1, l. 241/1990.
3) Quantificazione del danno
Per quanto riguarda la quantificazione del danno si evidenzia  la natura edificatoria dei terreni, rispetto alla quale deve determinarsi l’ammontare delle somme da corrispondersi a titolo risarcitorio.
 Il p.r.g. inserisce dette aree in zona residenziale di completamento del tessuto urbano.
Il risarcimento del danno deve riguardare il valore d’uso dell’immobile, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie oltre all’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene per un importo totale di euro…... come da perizia prodotta.
Tutto ciò premesso il ricorrente, come sopra rappresentato,
chiede e conclude
Piaccia al Tribunale Amministrativo Regionale
in accoglimento del presente ricorso:
1) disporre la restituzione dei terreni sopra identificati in quanto gli stessi sono stati occupati in assenza di decreto di esproprio;
2) Disporre in via subordinata il risarcimento del danno subìto per effetto dell’indisponibilità temporanea del bene.
 ovvero
1) disporre l’integrale risarcimento del danno da definitiva perdita dei suoli aventi natura residenziale oltre all’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene per un importo totale di euro…...
Ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis, d.p.r. 2002, n. 115, mod. si dichiara che, ai fini del calcolo dell’importo del contributo unificato per spese di atti giudiziari, il contributo dovuto è di euro …...
Con rifusione delle spese e degli onorari di giudizio.
Lì …………
Avvocato………….
Allegati:
1) Decreto di occupazione.
2) Stralcio nuove disposizioni piano regolatore
3) perizia di determinazione del danno in rapporto al valore dei beni.

Mandato
Delego a rappresentarmi ed assistermi nel presente giudizio, con tutti i poteri di cui all'art. 84 c.p.c., l'avvocato ……………. eleggendo mio domicilio nello suo studio in
Ricorrente ……………..
per autentica
Avvocato…………..

Relata di notifica
A richiesta dell'avv……………….. come in atti, io sottoscritto Ufficiale Giudiziario addetto all'Ufficio Unico Notifiche presso il tribunale di……………. ho oggi notificato copia del presente ricorso al sindaco del comune di…………….
Si depositano i seguenti documenti:
1) Decreto di esproprio;
2) Perizia.



2.      Comparsa di costituzione e risposta avverso richiesta di risarcimento danni per occupazione illegittima.



Al Tribunale Amministrativo Regionale
Comparsa di costituzione e risposta
del sig……….. nella sua qualità di sindaco, legale rappresentante pro tempore  del Comune di………………. P. I.V.A.:………. , autorizzato alle liti con delibera di giunta comunale in data. . . . ., rappresentato e difeso come da mandato in calce al presente ricorso dall'avvocato ………c. f. ……....del Foro di ……………, con studio ……………, eleggendo domicilio nel suo studio, dichiara di voler ricevere le comunicazioni al numero di telefax………. o all’indirizzo di posta elettronica P.E.C. indirizzo di posta elettronica certificata  …………………… comunicato al proprio Ordine, art. 136, d. lg. 104/210,
contro
il sig. ….. . attore
avverso
richiesta di risarcimento danni per occupazione illegittima.
Fatto e diritto
Il sig…………….. è proprietario in comune di dell'area così censita nel NCTR foglio n….. mappale n…….
L'area è stata occupata illegittimamente per un periodo di tempo che va dalla fine della legittima occupazione al decreto espropriativo.
L’attore ha presentato richiesta di risarcimento danni per occupazione illegittima con ricorso notificato all’amministrazione in data………..
L’amministrazione resiste con il presente atto al ricorso per i seguenti motivi:
1) Irrisarcibilità, ex art. 1227 comma 2 c.c. ed art. 30 c.p.a., perché  i ricorrenti non li hanno evitati usando l'ordinaria diligenza.
Si eccepisce l'irrisarcibilità, ex art. 1227 comma 2 c.c. ed art. 30 c.p.a., di tutti i danni che i ricorrenti avrebbero potuto evitare usando l'ordinaria diligenza.
Secondo l'insegnamento della Suprema Corte, l'obbligo di diligenza gravante sul creditore, che rappresenta espressione del più generale dovere di correttezza nei rapporti fra gli obbligati, tendendo a circoscrivere il danno derivante dall'altrui inadempimento entro i limiti che rappresentino una diretta conseguenza dell'altrui colpa, non comprende anche l'obbligo di esplicare una straordinaria o gravosa attività, nella forma di un "facere" non corrispondente all'"id quod plerumque accidit".
Il comportamento operoso richiesto al creditore, improntato all'ordinaria diligenza, non ricomprende, per sua stessa definizione, attività tali da comportare sacrifici, esborsi, o assunzione di rischi, quale può essere l'esperimento di un'azione giudiziaria, sia essa di cognizione o esecutiva, che rappresenta esplicazione di una mera facoltà, dall'esito non certo [4].
La giurisprudenza amministrativa, nell'applicare l'art. 30 comma 3 c.p.a., ha avuto cura di precisare che la pretermissione, da parte del danneggiato da un atto (o da un comportamento) dell'amministrazione, della previa domanda di giustizia contro l'atto stesso non costituisce sempre e comunque una violazione del canone di ordinaria diligenza ai sensi dell'art. 1227 c.c.
Una tale pretermissione può impedire, o limitare, il sorgere del diritto al risarcimento soltanto se, in concreto, emerge che: a) la mancata azione giudiziale è caratterizzata da colpevolezza (secondo una concreta e ordinaria esigibilità); b) fra la pretermissione e l'insorgenza del danno sussiste un nesso di conseguenzialità diretta, perché il secondo non si sarebbe verificato se l'interessato avesse debitamente svolto l'azione di annullamento [5].
Fra la pretermissione dell'azione giudiziale per la restituzione del terreno e l'insorgenza del danno (la mancata disponibilità del bene) non sussiste affatto un nesso di conseguenzialità diretta, in quanto è ben noto che, fino ai tempi recenti, in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità la giurisprudenza negava comunque la restituzione del bene, addirittura affermando che l'irreversibile trasformazione del bene avesse determinato un effetto traslativo della proprietà (così detta occupazione acquisitiva).
2) Eccezione di prescrizione quinquennale.
Con riferimento alla domanda di condanna del comune al risarcimento del danno per il successivo periodo di occupazione illegittima o sine titulo del bene si propone l'eccezione di prescrizione quinquennale ex art. 2947 c.c. relativamente al periodo fino al quinto anno precedente la notificazione del ricorso [6].
La Suprema Corte ha  affermato che l'occupazione illegittima di un immobile derivante da una requisizione abusiva integra un illecito permanente in cui il comportamento lesivo non si esaurisce uno actu, ma perdura nel tempo, fino a quando l'immobile viene rimesso nella disponibilità del proprietario.
Il diritto al risarcimento del danno sorge con l'inizio del fatto illecito generatore del danno stesso, rinnovandosi di momento in momento, onde la prescrizione di tale diritto ha inizio da ciascun giorno rispetto al fatto già verificatosi (art. 2935 c.c.) e che devono perciò dichiararsi prescritti i danni maturati prima del quinquennio anteriore alla proposizione della domanda (art. 2947 c.c.), ad eccezione di quelli verificatisi prima della scadenza del termine di efficacia del decreto di requisizione, per i quali il proprietario dell'immobile non poteva far valere il suo diritto, compresso dal provvedimento amministrativo e, perciò, degradato ad interesse, fino al momento dell'annullamento del decreto da parte del giudice amministrativo [7].
Tutto ciò premesso il ricorrente, come sopra rappresentato,
chiede e conclude
Piaccia all'ecc.mo Tribunale Amministrativo Regionale …………….
in accoglimento del presente atto,
dichiarare
1) l’irrisarcibilità dei danni che i ricorrenti avrebbero potuto evitare usando l'ordinaria diligenza, ex art. 1227 comma 2 c.c. ed art. 30 c.p.a.;
2) In subordine  accogliere l'eccezione di prescrizione quinquennale.
Ai sensi del d.p.r. 2002, n. 115, mod. si dichiara che il presente atto di costituzione non modifica il valore della causa dichiarato dall’attore.
Con rifusione delle spese e degli onorari di giudizio.
Si deposita:
1) Ricorso notificato il……………..
Li …………….
Avvocato………………………..

Mandato
Io sottoscritto ………..sindaco pro tempore del Comune di…………. delego a rappresentarmi e difendermi nel presente giudizio, con tutti i poteri di cui all'art.84 c.p.c. e con facoltà di conciliare e transigere l'avvocato……….. presso il cui studio eleggo domicilio, per tutti i gradi del presente giudizio.
Lì …………………….
Ricorrente………………
Per autentica
Avvocato………………







[1] Corte europea dei diritti dell’uomo, Sez. II, 8.1.2009, n. 16508.
[2] Cons. Stato, Sez. VI, 29.9.2010, n. 7200.
[3] Cons. Stato, Sez. IV, 29.8.2012, n. 4650.

[4] Cass. civ., sez. I, 5.5.2010, n. 10895.
[5] Cons. di St., VI, 31.3.2011, n. 1983.
[6] T.A.R. Liguria Genova, sez. I, 23.11.2011, n. 1635.

[7] Cass. civ., sez. III, 19.7.1995, n. 7867.

ESPROPRIAZIONE FORMULE 10

FORMULE   

Capitolo  10:



1.      Richiesta di retrocessione, artt. 47 e ss. , d.p.r. 327/2001.


All’ ufficio espropriazione
Oggetto: Richiesta di retrocessione di opera pubblica non realizzata in tutto o in parte artt. 47 e ss. , d.p.r. 327/2001.

Il sottoscritto ………. nato a …… residente a …… in via …………… c.f. ……..
Chiede
la restituzione delle aree così censite al N.C.T. del Comune di ………. Fg. _____ mapp. ____ (ex ___) di mq ___ corrispondente al N.C.E.U. sez. ___ Fg. ___ mapp. ___, acquisite dal Comune di ……… con decreto di esproprio n. ____ del ____________ / contratto di cessione rep. mun. n. __________ del _______.
Dichiara di essere disponibile a versare al Comune…..:
il corrispettivo per l’acquisizione dell’area che sarà determinato dall’ufficio tecnico espropri;
le spese contrattuali.   
Distinti saluti.
Lì……………..                                           
Il richiedente…………………..

2.      Citazione al Tribunale civile contro il diniego di retrocessione totale


Tribunale Sezione Civile
Atto di citazione
del sig. . . . . residente a .... via ...., n. ...., codice fiscale … ...., iscritto alle liste elettorali del comune di. . . , rappresentato e difeso come da mandato in calce al presente ricorso dall'avvocato …………c. f. ……....del Foro di ……………, con studio ……………, eleggendo domicilio nel suo studio, dichiara di voler ricevere le comunicazioni al numero di telefax………. o all’indirizzo di posta elettronica P.E.C. indirizzo di posta elettronica certificata  …………………… comunicato al proprio Ordine.
Fatto e diritto
Il sig. …………..è proprietario in comune di………………. dell'area così censita nel NCTR, foglio ……... mappale ……..
Sull'area è stata localizzata dal piano regolatore la seguente opera , per la quale il consiglio comunale  di …………ha dichiarato la pubblica utilità e la indifferibilità ed urgenza.
L’opera non è però stata realizzata ed il vincolo espropriativo è decaduto essendo trascorso il quinquennio e mai rinnovato e sono trascorsi dieci anni dal decreto di esproprio, .art. 46, d.p.r. 327/2001..
Il ricorrente ha diffidato in data…… il comune alla retrocessione totale dell’area.
Il ricorrente a tal punto chiede la retrocessione totale dell’area  per i seguenti motivi.
1)Violazione di legge in rapporto all'art. 46, d.p.r. 327/2001.
Il ricorrente rileva che sono scaduti i termini di legge e che in particolare  il vincolo espropriativo è decaduto, essendo trascorso il quinquennio e mai rinnovato e sono trascorsi dieci anni dal decreto di esproprio, art. 46, d.p.r. 327/2001.
La giurisprudenza sostiene che nell'ipotesi di retrocessione totale, contraddistinta dalla mancata realizzazione dell'opera prevista dalla dichiarazione di pubblica utilità - ivi compreso il caso della sostituzione con un'opera completamente diversa da quella programmata sussiste un vero e proprio diritto soggettivo dell'originario proprietario ad ottenere la restituzione del bene oggetto della procedura ablatoria  alla cui tutela è deputato il giudice ordinario [1].
Ciò posto l’attore a mezzo del suo costituito legale rappresentante
cita
l'ente espropriante nella persona del suo legale rappresentante pro tempore
davanti al Tribunale adito di per sentire accogliere le seguenti conclusioni.
1) accertare il diritto soggettivo del richiedete alla retrocessione totale del fondo non utilizzato nei termini di legge.
A tale fine invita il convenuto a costituirsi in giudizio nel termine e nelle forme stabilite dall'art. 166 c.p.c. ed a comparire all'udienza del dinanzi al Consigliere Istruttore che sarà ritualmente designato, con espresso avvertimento che, in difetto, si procederà in loro contumacia.
Ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis, d.p.r. 2002, n. 115, mod. si dichiara che, ai fini del calcolo dell’importo del contributo unificato per spese di atti giudiziari, il contributo dovuto è di euro ….
Spese ed onorari rifusi
Si depositano i seguenti documenti:
1) Decreto di esproprio.
2) Diffida.
Li ……….
Avvocato……………..
Mandato
Io sottoscritto…………… nato a……………….. il…………… delego a rappresentarmi e difendermi nel presente giudizio,con tutti i poteri di cui all'art.84 c.p.c.. e con facoltà di conciliare e transigere l'avvocato …………………presso il cui studio eleggo domicilio,per tutti i gradi del presente giudizio.
Lì ……………
Ricorrente…………………..
per autentica
Avvocato………………
Relata di notifica
A richiesta del sig………….. io sottoscritto ufficiale giudiziario addetto al tribunale di ……………..certifico di aver notificato il su esteso atto al legale rappresentante dell'ente espropriante……………


3.      Ricorso al T.A.R. contro il diniego di retrocessione parziale


Al Tribunale Amministrativo Regionale
Ricorso
del sig. . . . . residente a .... via ...., n. ...., codice fiscale n. ...., rappresentato e difeso come da mandato in calce al presente ricorso dall'avvocato. ………c. f. ……....del Foro di ……………, con studio ……………, eleggendo domicilio nel suo studio, dichiara di voler ricevere le comunicazioni al numero di telefax………. o all’indirizzo di posta elettronica P.E.C. indirizzo di posta elettronica certificata  …………………… comunicato al proprio Ordine, ex art. 136, d. lg. 104/2010,
contro
il sindaco del comune di………..
per ottenere
la retrocessione parziale del bene per mancata esecuzione dell'opera pubblica, artt. 47 e 53, d.p.r.
Fatto e diritto
il sig. ………………, come sopra rappresentato, fa presente quanto segue.
Egli è proprietario di una area edificata sita nel comune di via di cui il piano particolareggiato disponeva la demolizione per la realizzazione di verde pubblico.
Successivamente con variante al piano regolatore regolarmente approvata si disponeva la conservazione degli immobili alla loro funzione residenziale ritenendoli di interesse storico.  la realizzazione dell’intervento solo per una parte dell’area di proprietà del richiedente catastalmente così determinata ……fg…………..   e  mapp…… .
Con diffida……. il ricorrente ha ingiunto al Comune di  accertare che i beni così come determinati ……fg…………..   e  mapp…….non servono più alla realizzazione dell’opera.
Il ricorrente richiedeva al comune la retrocessione parziale degli immobili e ne riceveva netto rifiuto.
I comune afferma che i fabbricati erano stati definitivamente acquisiti all'amministrazione per fini pubblici e pertanto la domanda non era accoglibile.
L'istituto della retrocessione, disciplinato dagli artt. 46 e 48, d. p. r. 327/2001, dà titolo alla restituzione dei beni espropriati, quando non è stata posta in essere o non è più utilizzabile l'opera alla cui realizzazione gli stessi erano stati destinati dalla dichiarazione di pubblica utilità, ovvero quando, pur essendo stata eseguita l'opera pubblica o di pubblica utilità, emerga che uno o più fondi espropriati non hanno ricevuto, in tutto o in parte, la prevista destinazione.
Nell'ipotesi di retrocessione parziale la legge rimette all'autorità espropriante la formale determinazione della parte del bene espropriato che non può più essere utilizzata per le finalità risultanti dalla dichiarazione di pubblica utilità e che di conseguenza può tornare nella disponibilità del soggetto che ne era stato privato, in esito ad una valutazione discrezionale sindacabile dinanzi al giudice amministrativo, inoltre, l'applicabilità delle norme sulla retrocessione non trova ostacolo nella circostanza che i beni interessati siano stati oggetto di cessione volontaria anziché di espropriazione [2].
Le disposizioni del nuovo piano regolatore che modificano parzialmente l'assetto territoriale prima programmato comportano che gli immobili non utilizzati risultino giuridicamente sottratti in modo irreversibile alla destinazione loro impressa con la dichiarazione di pubblica utilità giustificativa della espropriazione.
Non essendo più possibile dare agli immobili la destinazione prevista nel decreto di espropriazione e non attuata prima delle modifiche intervenute nella pianificazione, si determina una situazione di giuridica inutilizzabilità degli stessi che attribuisce al privato il diritto di ottenere la retrocessione parziale.
Tutto ciò premesso il ricorrente, come sopra rappresentato,
chiede e conclude
Piaccia al Tribunale Amministrativo Regionale
in accoglimento del presente ricorso:
1) disporre ai sensi dell'art. 47, d.p.r. 327/2001, la retrocessione parziale della proprietà espropriata così determinata ……fg…………..   e  mapp……..
Ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis, d.p.r. 2002, n. 115, mod. si dichiara che, ai fini del calcolo dell’importo del contributo unificato per spese di atti giudiziari, il contributo dovuto è di euro …...
Con rifusione delle spese e degli onorari di giudizio.
Lì ………………….
Avvocato……………….
Allegati:
1) Decreto di esproprio.
2) Stralcio nuove disposizioni piano regolatore
3) Lettera comunale di rifiuto alla retrocessione

Mandato
Delego a rappresentarmi ed assistermi nel presente giudizio, con tutti i poteri di cui all'art. 84 c.p.c., l'avvocato…………………, eleggendo mio domicilio nello suo studio in ……………..
Ricorrente……………………..
per autentica
Avvocato………….

Relata di notifica
A richiesta dell'avv. ………………, come in atti, io sottoscritto Ufficiale Giudiziario addetto all'Ufficio Unico Notifiche presso il tribunale di ……………..ho oggi notificato copia del presente ricorso al sindaco del comune di………………







[1] T.A.R. Emilia Romagna Parma, sez. I, 15.5.2008, n. 241.
[2] T.A.R. Campania Salerno, sez. II, 23.3.2012, n. 536.