Corte Costituzionale. Togliatti Palmiro
«La Corte Costituzionale è una
bizzarria, un organo che non si sa cosa sia e grazie alla istituzione
del quale degli illustri cittadini verrebbero a essere collocati al di
sopra di tutte le assemblee e di tutto il sistema della
democrazia, per esserne i giudici». Palmiro Togliatti discussione generale sul progetto di Costituzione
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L'art. 135 comma 1 della Costituzione afferma che
la Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati:
per un terzo dal Presidente della Repubblica
per un terzo dal Parlamento in seduta comune
per un terzo dalle supreme
magistrature ordinaria e amministrative; di questi (secondo l'art. 2, comma 1,
lettere a), b) e c) della legge n. 87 dell'11 marzo 1953):
tre sono eletti da un collegio del
quale fanno parte il presidente, il procuratore generale, i presidenti di
sezione, gli avvocati generali, i consiglieri e i sostituti procuratori
generali della Corte di cassazione
uno da un collegio del quale fanno
parte il presidente, i presidenti di sezione e i consiglieri del Consiglio di Stato
uno da un collegio del quale fanno
parte il presidente, i presidenti di sezione, i consiglieri, il procuratore
generale e i viceprocuratori generali della Corte dei conti.
Un simile consesso può azzerare
il lavoro di 630 deputati e 315 senatori oltre all’attività degli uffici
legislativi di Camera e Senato, al lavoro della preparazione delle leggi, alla
verifica di costituzionalità disposta dalle commissioni affari costituzionali della
Camera e del Senato, alla consultazione parti sociali.
Pensare che quindici funzionali dello
Stao possano tenere in scacco il paese con i tempi procedurali dalla stessa
Corte dettati, sembra del tutto irrazionale almeno così pensava Togliatti.
Sarebbe interessante un
referendum consultivo sulla opportunità di abrogare questo alto consesso.
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