lunedì 9 aprile 2018

Vitalizi Emilia Romagna


In oltre 60 hanno fatto ricorso – fra ex consiglieri ed ex assessori regionali – contro la legge votata a maggio 2017 che mette mano ai vitalizi già erogati con un contributo di solidarietà. Gli eletti e gli assessori attuali non godranno di vitalizi, né di trattamento di fine rapporto ma tra le novità introdotte dalla legge firmata da Manuela Rontini del Pd, oltre al prelievo triennale detto contributo di solidarietà, si segnala l'innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni (prima era a 60) e, infine, il divieto di cumulo dei vitalizi regionali con quelli erogati dal Parlamento.
L'ultimo dato utile al 13 marzo 2015 fissa l'indennità di un consigliere (al netto del 25% del vitalizio) a 8.408 euro; nel 1997 era di 6.111, nel 2001 di 6.778, nel 2010 di 7.305, nel 2011 di 8.359. Ma se è vero che oggi i consiglieri non possono più contare su un futuro vitalizio, è altrettanto vero che la loro busta paga (senza prelievo) risulta essere più “pesante” rispetto ai tempi in cui usufruivano di quel beneficio.
Fra i consiglieri romagnoli nel lungo tabulato appare il vitalizio del faentino Pietro Albonetti con un importo lordo mensile di 2.233; di Anna Maria Dapporto di 1.606 euro; risulta cessato in base alla nuova legge quello di Paolo Galletti, dei Verdi di Lugo, pari a 1.882 euro.
Vitalizio percepito dal primo luglio invece dall'ex sindaco di Bagnacavallo Mario Mazzotti, di 2.653 euro. Un importo lordo mensile che per l'ex assessore al turismo Guido Pasi (Rifondazione comunista) è pari a 2.732 euro; per Rodolfo Ridolfi di Fi è di 2.732 euro; e per Pierantonio Rivola (Dc), ex presidente del Mic, sale a 4.566 euro. Chiudono il gruppo Elsa Signorino, ex parlamentare e attuale assessore comunale alla cultura, con 2.823 euro sospesi dal 25 maggio, e Guido Tampieri (Pci e Ds) con 3.895 euro.
Rimane fuori Giannantonio Mingozzi, che nel novembre del 1990 entrò in consiglio e al termine del mandato decise per una liquidazione immediata del vitalizio, opzione allora possibile. Già nel 2015, dopo lo scandalo dei rimborsi, era stata ridotta l’indennità di carica mensile dei consiglieri. In più era stato soppresso il fondo per le spese di funzionamento dei Gruppi ed era stata eliminata l’indennità di fine mandato.
Hanno fatto ricorso al Tar, fra i ravennati, Elsa Signorino, Pierantonio Rivola, Guido Tampieri, Guido Pasi, Paolo Galletti. In più hanno firmato Luisa Babini del Pri, per cui non è però ancora scattata l’età minima del vitalizio, e la vedova di Davide Visani, ex consigliere regionale del Pci e parlamentare, che percepisce un assegno di reversibilità.

venerdì 6 aprile 2018

affitto turistico. Tutela del risparmio

Egr. direttore

è indubbio che alcune regioni con la loro legislazione  stiano ostacolando l'affitto turistico:
troppe denunce , troppi balzelli, tasse di soggiorno superiori a quelle degli alberghi in taluni casi, troppi adempimenti.
Gli italiani senza lavoro tentano di industriarsi per dare una mano al turismo e per sostentarsi e la penalizzazione fiscal burocratica è immediata.
Se un ostacolo sono le richieste di abitazioni in affitto calmierato ci pensino gli enti preposti a manutenere e a dare in affitto il loro patrimonio ora in troppi casi inutilizzato in attesa di interventi di messa a norma o si diano contributi ai residenti per l'acquisto.
Ma può la piccola proprietà specie nei centri storici funestati dalle pratiche imposte dai vincoli storici-artistici può reggere al peso dei costi se non ha adeguati ricavi? chi farà le manutenzioni?
Una specialità italiana è quella di affossare le iniziative economiche?
Distinti saluti
Cesare Fedeli

LA bufala

la tutela del piccolo risparmio si è manifestata rendendo possibile al piccolo risparmiatore l'investimento immobiliare su cui si reggeva anche il sistema delle garanzie  del credito.
ora è pressoché impossibile ricevere un reddito da immobili dati in locazione per ricavare qualcosa bisogna ingegnarsi con l'affitto turistico ampiamente praticato in tutta europa.
Può un grande amministratore-dirigente non regolamentare il fenomeno fino a soffocare quelle iniziative finora esistenti con gravosi balzelli.
Soprattutto i più acerrimi nemici sembra quegli amministratori che fino ad un giorno prima hanno consentito che nei centri storici si realizzassero grandi alberghi ora a volte in crisi perché troppo costosi

martedì 3 aprile 2018

Aumenti di stipendio statali giudizio negativo

Gli aumenti di stipendio previsti dal rinnovo del contratto degli statali hanno ricevuto il giudizio negativo della Corte dei Conti, che ha definito il rinnovo dei contratti deludente in riferimento a una retribuzione in grado di premiare il merito e incentivare produttività ed efficienza nel pubblico impiego, prevedendo piuttostoaumenti di stipendio lineari per i 250 mila dipendenti di ministeri, Agenzie ed enti come Inps e Cnel. L’opinione è espressa nella delibera sul rinnovo contrattuale del comparto Funzioni centrali 2016-2018 depositata il 23 marzo.“Il vero parametro per certificare la compatibilità economica di incrementi contrattuali, specie se superiori all’andamento dell’inflazione, – spiegano i magistrati contabili (a proposito degli incrementi retributivi pari al 3,48% della massa salariale) – non può prescindere da una valutazione degli effetti della contrattazione, in termini di recupero della produttività del settore pubblico”. E “sotto tale profilo, – rimarcano – l’ipotesi all’esame si rivela complessivamente deludente” perché le risorse messe a disposizione risultano “pressoché esclusivamente per corrispondere adeguamenti delle componenti fisse della retribuzione”.Mentre, nel richiamare la legge 15 del 2009 (la riforma Brunetta) la Corte osserva: “non si può non sottolineare” che tale normativa “affidava alla contrattazione collettiva il compito di procedere ad una sostanziale ridefinizione delle componenti variabili della retribuzione, da destinare prevalentemente a finalità realmente incentivanti e premiali“.In particolare, sulle disposizioni relative agli aumenti contrattuali, i magistrati contabili richiamano “l’esigenza di definire un quadro programmatico di riferimento per la crescita della spesa di personale”. Nella delibera si osserva infatti che gli incrementi retributivi pari al 3,48% della massa salariale, tali da consentire aumenti medi mensili pari a 85 euro a partire da marzo 2018, sono “importi superiori a quelli previsti nel caso in cui si fosse applicato l’indice Ipca o il tasso di inflazione programmato”.quifinanza.it

LA bufala
la qualità della classe politico amministrativa si giudica anche dal fatto che le leggi approvate vengono poi cassate dalla magistratura?

consultazione UE sulle api!

Partecipiamo in massa alla consultazione 

UE sulle api!


Questa è una consultazione pubblica, ma non agevola la partecipazione. Per questo, il team di Avaaz ha stilato questa guida per aiutare tutti noi a partecipare senza essere per forza esperti del meccanismo.
Per inviare il proprio contributo bastano meno di 10 minuti. Può sembrare molto, ma se ognuno di noi dedica questi 10 minuti, possiamo salvare le api. Ne vale la pena!
Per cominciare: apri la pagina della consultazione al link seguente (la cosa più facile è poi tenere entrambe le finestre aperte per seguire la guida durante la compilazione).
Una volta aperta la pagina, seleziona la lingua italiana in alto a destra. Per la compilazione, puoi seguire la guida passo a passo qui sotto.secure.avaaz.org

sabato 31 marzo 2018

Governo previsioni secondo Elisa Calessi

Governo previsioni secondo Elisa Calessi
“Difficilissimo fare previsioni, perché in politica c’è la logica, ma c’è anche la sorpresa, lo sparigliare le carte inaspettato. Ci vorranno due giri di consultazioni, dove in prima battuta le forze politiche si terranno coperte e si parlerà soprattutto di programmi”, sostiene Elisa Calessi, giornalista parlamentare di Libero Porta a Porta. Secondo Calessi l’intesa M5S-centrodestra ha davanti due scogli. “Il primo è chi farà il premier: Di Maio e Salvini sanno entrambi di dover fare un passo indietro, ma non c’è ancora l’accordo su un nome di compromesso; il secondo consiste nella difficoltà per M5S di far digerire al proprio popolo Berlusconi, perché il movimento è nato anche sull’onda dell’anti-berlusconismo. Salvini non mollerà Berlusconi: al leader leghista conviene trattare coi pentastellati forte del 37% del centrodestra.
“Se Salvini e Di Maio falliscono, allora Mattarella guarderà per forza verso il Pd, tentando di capire innanzitutto chi comanda nel partito. A quel punto i dem potrebbero diventare l’ago della bilancia. L’unica ipotesi cui non credo è un governo istituzionale con tutti dentro”, risponde Calessi.
 “Io credo che vi siano solo due strade: o intesa centrodestra-M5S, con Berlusconi, oppure governo di scopo, senza il Pd, che approvi il Def, cambi la legge elettorale e ci riporti alle urne, in autunno”, spiega Elisa Calessi, giornalista politico di Panorama. Quindi Salvini non tradirà il Cavaliere? “Non gli conviene assolutamente. E per fare cosa? Il junior partner di Di Maio? Una sorta di Bettino Craxi 2.0 senza nemmeno fare il presidente del consiglio? Non succederà”, risponde Puca. E il Pd? “Il Pd è ancora Renzi, è inutile che gli altri si agitino tanto. Lui li lascia giocare, ma le redini sono ancora nelle sue mani. Basti vedere i due capigruppo, Marcucci e Delrio, più renziani di quelli della scorsa legislatura. E l’ex premier non si vuole muovere dai banchi dell’opposizione”. L’asse Salvini-Di Maio prima ha tenuto e ora scricchiola. “Avranno parecchi ostacoli da superare, a partire dai programmi differenti”, sottolinea il giornalista di Panorama. “Ma a sorprendermi è Di Maio: non lo facevo così bramoso di andare a Palazzo Chigi. Sembra cambiata la regola grillina: uno non vale più uno, ma vale tutti. Lui e Salvini un governo vogliono farlo, ma non hanno ancora trovato la giusta ricetta per uscire dall’impasse”.

LA bufala
Per i novelli auguri è più facile fare previsioni uslla struttura del nuovo governo che dare informazioni sulla disastrosa situazione italiana che i lettori vorrebbero conoscere nei suoi dettagli.
Parole molte che riempiono pagine e pagine di cronaca , fatti nessuno.