Consob. Petizione per abolizione.
ADUSBEF
La Consob è l’autorità istituzionalmente
preposta alla vigilanza del sistema finanziario al fine di assicurare che gli
operatori si comportino con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire
al meglio l’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati.
A tal fine dovrebbe a)
regolamentare l’erogazione dei servizi finanziari e di investimento, definendo
gli obblighi informativi delle società quotate e le offerte al pubblico di
prodotti finanziari; b) vigilare sulle società di gestione dei mercati e sulla
trasparenza delle negoziazioni, nonché sulla correttezza dei comportamenti
degli intermediari e dei promotori finanziari sanzionando manipolazioni di
mercato, l’abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e condotte di
aggiotaggio; c) verificare le informazioni fornite al mercato dalle società
quotate e da chi promuove offerte al pubblico di strumenti finanziari, nonché
le informazioni contenute nei documenti contabili delle società quotate; d)
sanzionare direttamente i soggetti vigilati, o investire la magistratura in
caso di condotte penalmente rilevanti.
Lungi dal prevenire ogni fenomeno
di c.d. risparmio tradito ha, come spesso capita alle c.d. autorità
indipendenti italiane, finito per apporre il sigillo di legalità all’attività
criminale degli operatori finanziari assistendo al default dei bond argentini
(2001), delle obbligazioni Cirio (2002), Parmalat e Giacomelli (2003),
Cerruti-Fin.Part (2004), il crack della banca d’affari americana Lehman
Brothers e delle banche islandesi Glitnir Bank, Landsbanki e Kaupthing
(2008/2009) che hanno dilapidato il patrimonio personale, familiare ed
aziendale degli italiani. Negli ultimissimi anni abbiamo gli scandali di
Fondiaria-SAI e, da ultimo, del Monte dei Paschi di Siena.
L'attività del Presidente Vegas
risulta essere ancora oggetto d'indagine dalla Procura di Milano per il ruolo
molto attivo di consulente svolto nell’operazione di fusione UNIPOL- FONSAI.
Attualmente la vigilanza sulle
banche è uno “spezzatino” a tre (anzi quattro) autorità: la Consob per
l’attività finanziaria; la Banca d’Italia per quella strettamente bancaria;
l’Ivass (ex Isvap) per le attività assicurative (che ormai, vista la massiccia
diffusione di prodotti “misti”, è sempre più un mercato
assicurativo-finanziario) e infine per la repressione delle condotte
anticoncorrenziali all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
L’orientamento del Governo è
quello di assorbire le competenze della Consob in Banca d’Italia.
Con la presente petizione
ADUSBEF, associazione di consumatori che da quasi trent’anni ormai si batte
contro i soprusi del sistema bancario vuole scongiurare questa prospettiva.
La Banca d’Italia è stata
tutt’altro che autorità di vigilanza intesa come organo di prevenzione e repressione
delle condotte illecite degli istituti rappresentando piuttosto un autentico
baluardo degli establischment aziendali e, come tale, complice dell’attività
delittuosa dei banchieri.
Invero le c.d. Autorità
indipendenti – entità, come è noto, importate dal mondo anglosassone -, si sono
rivelate ben altro che l’occhio vigile sui diversi mercati, quanto piuttosto
dei deboli organismi al servizio dei vigilati che hanno potuto fare il bello ed
il cattivo tempo razziando e depredando i consumatori, (per tutte le Autorità
per le garanzie nelle Comunicazioni, l’Autorità per l’Energia elettrica ed il
Gas – che sta consentendo il taglieggiamento diffuso dei consumatori con le
bollette fantasma dell’energia elettrica e del gas- e non parlare dell’ISVAP –
l’autorità per le assicurazioni ecc.):
L’Antitrust – Autorità Garante
per la Concorrenza ed il Mercato, viceversa, unica, sin dalle origini nel
1990, ha rappresentato una felice eccezione nel desolante panorama delle
autorità indipendenti italiane. L’esercizio della funzione istituzionale per
l’accertamento e la repressione delle condotte anticoncorrenziali ha avuto
sempre come necessario corollario un’ azione di contrasto delle condotte
illecite in danno dei consumatori. Ancora impressi nell’immaginario collettivo
sono le astronomiche multe per il cartello dei petrolieri (650 miliardi di
vecchie lire nel 2000) ed a quello agli assicuratori (700 miliardi 2002)
peraltro in questi come in altri casi purtroppo ridimensionate da sentenze
quanto meno incomprensibili – talora inquietanti – del Tar Lazio e del
Consiglio di Stato.
Da dieci anni – legge 262/2005 -
all’Antitrust è stata demandata la tutela della – fino ad allora inesistente –
concorrenza bancaria. In questo tempo è intervenuta coraggiosamente sulle
commissioni interbancarie infrangendo il cartello ABI delle norme bancarie
uniformi (per i servizi RiBa e RID e da CO.GE.BAN per il servizio Bancomat) con
l’effetto di introdurre quel minimo di concorrenza tra le banche che ha portato
in alcuni casi a riduzione dei costi dei servizi.
E’ poi intervenuta efficacemente
per rompere la dipendenza del rapporto banca/cliente introducendo lo ius
variandi nella disciplina dei contratti di conto corrente, con riferimento alle
spese di chiusura conto, allo scopo di agevolare la mobilità dei clienti tra le
varie banche; vitale è stato il suo sostegno alla c.d. portabilità dei mutui
finalizzata a innescare una concorrenza tra banche nell’offerta di condizioni
migliori di mutuo anche nei confronti di chi ne ha già contratto uno
sanzionando le banche che hanno negato o comunque ostacolato la portabilità
gratuita (surroga) dei mutui prevista dalla legge, venendo meno così agli
obblighi di diligenza professionale e fornendo informazioni incomplete o non
veritiere alla clientela.
ADUSBEF, nell’evidenziare che
l’ANTITRUST non è mai stata sfiorata da indagini giudiziarie, come pure non ha
mai avuto condotte che possano aver minato la sua credibilità ed autorevolezza,
invita i consumatori a chiedere al Governo per sostenere l’immediata abolizione
di un ente fallimentare come la CONSOB, trasferendo poteri e funzioni
all’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato, unica ad avere quella
credibilità e quel background culturale idoneo alla efficace regolamentazione
dei mercati finanziari e dei prodotti d’investimento al fine di efficace tutela
degli investitori.
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