giovedì 12 gennaio 2017

Consob. Petizione per abolizione. ADUSBEF

Consob. Petizione per abolizione. ADUSBEF

La Consob è l’autorità istituzionalmente preposta alla vigilanza del sistema finanziario al fine di assicurare che gli operatori si comportino con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati.
A tal fine dovrebbe a) regolamentare l’erogazione dei servizi finanziari e di investimento, definendo gli obblighi informativi delle società quotate e le offerte al pubblico di prodotti finanziari; b) vigilare sulle società di gestione dei mercati e sulla trasparenza delle negoziazioni, nonché sulla correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei promotori finanziari sanzionando manipolazioni di mercato, l’abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e condotte di aggiotaggio; c) verificare le informazioni fornite al mercato dalle società quotate e da chi promuove offerte al pubblico di strumenti finanziari, nonché le informazioni contenute nei documenti contabili delle società quotate; d) sanzionare direttamente i soggetti vigilati, o investire la magistratura in caso di condotte penalmente rilevanti.
Lungi dal prevenire ogni fenomeno di c.d. risparmio tradito ha, come spesso capita alle c.d. autorità indipendenti italiane, finito per apporre il sigillo di legalità all’attività criminale degli operatori finanziari assistendo al default dei bond argentini (2001), delle obbligazioni Cirio (2002), Parmalat e Giacomelli (2003), Cerruti-Fin.Part (2004), il crack della banca d’affari americana Lehman Brothers e delle banche islandesi Glitnir Bank, Landsbanki e Kaupthing (2008/2009) che hanno dilapidato il patrimonio personale, familiare ed aziendale degli italiani. Negli ultimissimi anni abbiamo gli scandali di Fondiaria-SAI e, da ultimo, del Monte dei Paschi di Siena.
L'attività del Presidente Vegas risulta essere ancora oggetto d'indagine dalla Procura di Milano per il ruolo molto attivo di consulente svolto nell’operazione di fusione UNIPOL- FONSAI.
Attualmente la vigilanza sulle banche è uno “spezzatino” a tre (anzi quattro) autorità: la Consob per l’attività finanziaria; la Banca d’Italia per quella strettamente bancaria; l’Ivass (ex Isvap) per le attività assicurative (che ormai, vista la massiccia diffusione di prodotti “misti”, è sempre più un mercato assicurativo-finanziario) e infine per la repressione delle condotte anticoncorrenziali all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
L’orientamento del Governo è quello di assorbire le competenze della Consob in Banca d’Italia.
Con la presente petizione ADUSBEF, associazione di consumatori che da quasi trent’anni ormai si batte contro i soprusi del sistema bancario vuole scongiurare questa prospettiva.
La Banca d’Italia è stata tutt’altro che autorità di vigilanza intesa come organo di prevenzione e repressione delle condotte illecite degli istituti rappresentando piuttosto un autentico baluardo degli establischment aziendali e, come tale, complice dell’attività delittuosa dei banchieri.
Invero le c.d. Autorità indipendenti – entità, come è noto, importate dal mondo anglosassone -, si sono rivelate ben altro che l’occhio vigile sui diversi mercati, quanto piuttosto dei deboli organismi al servizio dei vigilati che hanno potuto fare il bello ed il cattivo tempo razziando e depredando i consumatori, (per tutte le Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, l’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas – che sta consentendo il taglieggiamento diffuso dei consumatori con le bollette fantasma dell’energia elettrica e del gas- e non parlare dell’ISVAP – l’autorità per le assicurazioni ecc.):
L’Antitrust – Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, viceversa, unica,  sin dalle origini nel 1990, ha rappresentato una felice eccezione nel desolante panorama delle autorità indipendenti italiane. L’esercizio della funzione istituzionale per l’accertamento e la repressione delle condotte anticoncorrenziali ha avuto sempre come necessario corollario un’ azione di contrasto delle condotte illecite in danno dei consumatori. Ancora impressi nell’immaginario collettivo sono le astronomiche multe per il cartello dei petrolieri (650 miliardi di vecchie lire nel 2000) ed a quello agli assicuratori (700 miliardi 2002) peraltro in questi come in altri casi purtroppo ridimensionate da sentenze quanto meno incomprensibili – talora inquietanti – del Tar Lazio e del Consiglio di Stato.
Da dieci anni – legge 262/2005 - all’Antitrust è stata demandata la tutela della – fino ad allora inesistente – concorrenza bancaria. In questo tempo è intervenuta coraggiosamente sulle commissioni interbancarie infrangendo il cartello ABI delle norme bancarie uniformi (per i servizi RiBa e RID e da CO.GE.BAN per il servizio Bancomat) con l’effetto di introdurre quel minimo di concorrenza tra le banche che ha portato in alcuni casi a riduzione dei costi dei servizi.
E’ poi intervenuta efficacemente per rompere la dipendenza del rapporto banca/cliente introducendo lo ius variandi nella disciplina dei contratti di conto corrente, con riferimento alle spese di chiusura conto, allo scopo di agevolare la mobilità dei clienti tra le varie banche; vitale è stato il suo sostegno alla c.d. portabilità dei mutui finalizzata a innescare una concorrenza tra banche nell’offerta di condizioni migliori di mutuo anche nei confronti di chi ne ha già contratto uno sanzionando le banche che hanno negato o comunque ostacolato la portabilità gratuita (surroga) dei mutui prevista dalla legge, venendo meno così agli obblighi di diligenza professionale e fornendo informazioni incomplete o non veritiere alla clientela.

ADUSBEF, nell’evidenziare che l’ANTITRUST non è mai stata sfiorata da indagini giudiziarie, come pure non ha mai avuto condotte che possano aver minato la sua credibilità ed autorevolezza, invita i consumatori a chiedere al Governo per sostenere l’immediata abolizione di un ente fallimentare come la CONSOB, trasferendo  poteri e funzioni all’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato, unica ad avere quella credibilità e quel background culturale idoneo alla efficace regolamentazione dei mercati finanziari e dei prodotti d’investimento al fine di efficace tutela degli investitori.

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