Corte Costituzionale. Amato Giuliano
Professore emerito di diritto
pubblico comparato, nato a Torino il 13 maggio 1938, nominato dal Presidente
della Repubblica il 12 settembre 2013. Giura il 18 settembre 2013.
cortecostituzionale.it.
È stato professore di Diritto costituzionale comparato all'Università di Roma "La Sapienza" dal 1975 al 1997.
È stato professore di Diritto costituzionale comparato all'Università di Roma "La Sapienza" dal 1975 al 1997.
Aderì inizialmente al Partito Socialista
Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), per poi passare al Partito Socialista Italiano (PSI), dove
fece parte del gruppo di intellettuali vicino ad Antonio
Giolitti.
Nel 1978, fu uno degli artefici,
insieme con Giorgio Ruffolo, del Progetto Socialista. Nel 1979, denunciò le
"forme degradanti" assunte dal dibattito interno, a seguito del caso
Eni-Petromin che portò alla sospensione dell'allora presidente dell'ENI, Giorgio
Mazzanti.
A differenza di Franco
Bassanini, però, non abbandonò il partito, scalandone le posizioni interne
fino a rivestire, alla fine degli anni ottanta, la carica di vicesegretario
generale del PSI.
Fu deputato del
PSI dal 1983 al 1994 al fianco
di Bettino Craxi, del quale fu prima antagonista e poi
consigliere economico e politico fino a diventarne sottosegretario alla
Presidenza
del consiglio nei due governi Craxi
I e Craxi II (1983-1987).
All'indomani delle elezioni del 1992 fu
incaricato dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di formare il
suo primo governo.
Durante il suo primo mandato da
presidente del Consiglio, a fronte della situazione finanziaria[11], il
suo Governo approvò, l'11 luglio 1992, un decreto-legge da
30.000 miliardi di lire in cui, tra le altre cose, veniva deliberato
(retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del sei per mille dai conti
correnti bancari per un "interesse di straordinario
rilievo", in relazione a "una situazione di drammatica emergenza
della finanza pubblica.
Dopo essersi vanamente opposto
alla svalutazione della lira durante l'estate,
nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e
sangue" da 93.000miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi
delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit
pubblico, e la prima riforma delle pensioni.
Nella fase definita Seconda
Repubblica, alla scomparsa dei partiti tradizionali, sopravvive politicamente
alla fine del Partito Socialista Italiano ma non
aderisce a nessun partito.
Per le elezioni politiche del 1994 decide
di non candidarsi direttamente, ma guida un gruppo di socialisti e
socialdemocratici verso l'aggregazione di centro guidata da Mariotto
Segni, il Patto per l'Italia.
È presidente dell'Autorità garante della
concorrenza e del mercato (cosiddetta Antitrust) dal 1994 al 1997.
Nel 1998 viene
richiamato al Governo dal premier Massimo
D'Alema come ministro delle Riforme Istituzionali.
Nel 1999 diviene Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dopo che Carlo Azeglio Ciampi, che sino ad allora
ricopriva tale incarico, fu eletto Presidente della Repubblica.
Nel 2000 torna a
Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio.
È ora considerato tra i leader
principali dell'intera coalizione di centrosinistra, ha avuto un ruolo
importante nell'Ulivo, prima, nell'Unione e
quindi nel Partito Democratico.
Il 17 maggio 2006 viene
nominato Ministro dell'interno nel Governo
Prodi II.
Dal 23 maggio 2007 è divenuto
uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riuniva i
leader delle componenti del futuro PD; dopo la costituzione del partito, in
quanto ex Presidente del consiglio aderente al partito, è componente di diritto
del coordinamento nazionale del Partito Democratico.
Il 12 settembre 2013 Amato viene
nominato giudice
costituzionale dal presidente della Repubblica, in vista della scadenza
imminente del mandato di Franco
Gallo. Presta giuramento, nelle mani del Presidente della Repubblica Napolitano, il 18 settembre.
I giudici della Corte hanno tutti
egualmente una retribuzione corrispondente al più elevato livello tabellare che
sia stato raggiunto dal magistrato della giurisdizione ordinaria investito
delle più alte funzioni, aumentato della metà e corrispondente quindi a 360.000
euro lordi all'anno (all'incirca 12.618 euro netti al mese nel 2015). WikipediaCorte
Costituzionale. Barbera Augusto Antonio
Professore emerito di diritto
costituzionale, nato a Aidone (Enna) il 25 giugno 1938, eletto dal Parlamento
il 16 dicembre 2015. Giura il 21 dicembre 2015. cortecostituzionale.it.
Ha insegnato diritto costituzionale a Catania (1969-1970) e a Ferrara (1970-1977) e istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche di Bologna (1977-1994).
Ha insegnato diritto costituzionale a Catania (1969-1970) e a Ferrara (1970-1977) e istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche di Bologna (1977-1994).
È Accademico
corrispondente per la sezione di Scienze giuridiche economiche e
finanziarie dell'Accademia delle Scienze di Bologna.
È vicepresidente dell'ISLE,
Istituto italiano di studi legislativi nonché componente il consiglio
scientifico della Scuola di scienza e tecnica della legislazione costituita
presso il medesimo Istituto.
È stato - fra il 1976 e il 1994 -
parlamentare, eletto alla Camera dei deputati nelle liste del PCI e del PDS (e dal 1980 al 1982
membro del Consiglio della Regione Emilia-Romagna).
Nell'aprile 1993 è nominato
Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi, dal quale si
dimette dopo l'uscita dal Governo dei Ministri della Sinistra, a causa della
mancata concessione, da parte del Parlamento, dell'autorizzazione a procedere
nei confronti di Bettino Craxi. Attualmente aderisce al Partito Democratico.
Ha scritto numerosissime pubblicazioni
di settore, tra cui un celebre trattato di diritto
pubblico insieme a Giuliano
Amato.
Il 16 dicembre 2015 viene
eletto giudice
costituzionale dal Parlamento in seduta comune.
I giudici
della Corte hanno tutti egualmente una retribuzione corrispondente al più
elevato livello tabellare che sia stato raggiunto dal magistrato della
giurisdizione ordinaria investito delle più alte funzioni, aumentato della metà
e corrispondente quindi a 360.000 euro lordi all'anno (all'incirca 12.618 euro
netti al mese nel 2015). Wikipedia
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