venerdì 13 gennaio 2017

Corte Costituzionale. Amato Giuliano

Corte Costituzionale. Amato Giuliano


Professore emerito di diritto pubblico comparato, nato a Torino il 13 maggio 1938, nominato dal Presidente della Repubblica il 12 settembre 2013. Giura il 18 settembre 2013. cortecostituzionale.it.
È stato professore di Diritto costituzionale comparato all'Università di Roma "La Sapienza" dal 1975 al 1997.
Aderì inizialmente al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), per poi passare al Partito Socialista Italiano (PSI), dove fece parte del gruppo di intellettuali vicino ad Antonio Giolitti.
Nel 1978, fu uno degli artefici, insieme con Giorgio Ruffolo, del Progetto Socialista. Nel 1979, denunciò le "forme degradanti" assunte dal dibattito interno, a seguito del caso Eni-Petromin che portò alla sospensione dell'allora presidente dell'ENIGiorgio Mazzanti.
A differenza di Franco Bassanini, però, non abbandonò il partito, scalandone le posizioni interne fino a rivestire, alla fine degli anni ottanta, la carica di vicesegretario generale del PSI.
Fu deputato del PSI dal 1983 al 1994 al fianco di Bettino Craxi, del quale fu prima antagonista e poi consigliere economico e politico fino a diventarne sottosegretario alla Presidenza del consiglio nei due governi Craxi I e Craxi II (1983-1987).
In seguito è stato Ministro del tesoro dal 1987 al 1989 (governi Goria e De Mita).
All'indomani delle elezioni del 1992 fu incaricato dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di formare il suo primo governo.
Durante il suo primo mandato da presidente del Consiglio, a fronte della situazione finanziaria[11], il suo Governo approvò, l'11 luglio 1992, un decreto-legge da 30.000 miliardi di lire in cui, tra le altre cose, veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del sei per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione a "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica.
Dopo essersi vanamente opposto alla svalutazione della lira durante l'estate, nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93.000miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit pubblico, e la prima riforma delle pensioni.
Nella fase definita Seconda Repubblica, alla scomparsa dei partiti tradizionali, sopravvive politicamente alla fine del Partito Socialista Italiano ma non aderisce a nessun partito.
Per le elezioni politiche del 1994 decide di non candidarsi direttamente, ma guida un gruppo di socialisti e socialdemocratici verso l'aggregazione di centro guidata da Mariotto Segni, il Patto per l'Italia.
È presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (cosiddetta Antitrust) dal 1994 al 1997.
Nel 1998 viene richiamato al Governo dal premier Massimo D'Alema come ministro delle Riforme Istituzionali.
Nel 1999 diviene Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dopo che Carlo Azeglio Ciampi, che sino ad allora ricopriva tale incarico, fu eletto Presidente della Repubblica.
Nel 2000 torna a Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio.
Dal 2001 al 2006 è senatore dell'Ulivo.
È ora considerato tra i leader principali dell'intera coalizione di centrosinistra, ha avuto un ruolo importante nell'Ulivo, prima, nell'Unione e quindi nel Partito Democratico.
Il 17 maggio 2006 viene nominato Ministro dell'interno nel Governo Prodi II.
Dal 23 maggio 2007 è divenuto uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riuniva i leader delle componenti del futuro PD; dopo la costituzione del partito, in quanto ex Presidente del consiglio aderente al partito, è componente di diritto del coordinamento nazionale del Partito Democratico.
Il 12 settembre 2013 Amato viene nominato giudice costituzionale dal presidente della Repubblica, in vista della scadenza imminente del mandato di Franco Gallo. Presta giuramento, nelle mani del Presidente della Repubblica Napolitano, il 18 settembre.
I giudici della Corte hanno tutti egualmente una retribuzione corrispondente al più elevato livello tabellare che sia stato raggiunto dal magistrato della giurisdizione ordinaria investito delle più alte funzioni, aumentato della metà e corrispondente quindi a 360.000 euro lordi all'anno (all'incirca 12.618 euro netti al mese nel 2015). WikipediaCorte Costituzionale. Barbera Augusto Antonio

Professore emerito di diritto costituzionale, nato a Aidone (Enna) il 25 giugno 1938, eletto dal Parlamento il 16 dicembre 2015. Giura il 21 dicembre 2015. cortecostituzionale.it.
Ha insegnato diritto costituzionale a Catania (1969-1970) e a Ferrara (1970-1977) e istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche di Bologna (1977-1994).
È Accademico corrispondente per la sezione di Scienze giuridiche economiche e finanziarie dell'Accademia delle Scienze di Bologna.
È vicepresidente dell'ISLE, Istituto italiano di studi legislativi nonché componente il consiglio scientifico della Scuola di scienza e tecnica della legislazione costituita presso il medesimo Istituto.
È stato - fra il 1976 e il 1994 - parlamentare, eletto alla Camera dei deputati nelle liste del PCI e del PDS (e dal 1980 al 1982 membro del Consiglio della Regione Emilia-Romagna).
Nell'aprile 1993 è nominato Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi, dal quale si dimette dopo l'uscita dal Governo dei Ministri della Sinistra, a causa della mancata concessione, da parte del Parlamento, dell'autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi. Attualmente aderisce al Partito Democratico.
Ha scritto numerosissime pubblicazioni di settore, tra cui un celebre trattato di diritto pubblico insieme a Giuliano Amato.
Il 16 dicembre 2015 viene eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune.
 I giudici della Corte hanno tutti egualmente una retribuzione corrispondente al più elevato livello tabellare che sia stato raggiunto dal magistrato della giurisdizione ordinaria investito delle più alte funzioni, aumentato della metà e corrispondente quindi a 360.000 euro lordi all'anno (all'incirca 12.618 euro netti al mese nel 2015). Wikipedia

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