venerdì 13 gennaio 2017

Draghi Mario

Draghi Mario
Nel 1983 diviene consigliere di Giovanni Goria, ministro del Tesoro nel Governo Craxi I. Tra 1984 e 1990 è Direttore Esecutivo della Banca Mondiale.
Dal 1991 al 2001 è Direttore Generale del Ministero del Tesoro. È stato confermato da tutti i governi successivi: Amato ICiampiBerlusconi IDiniProdi ID'Alema I e II, Amato IIBerlusconi II. In questi anni è stato l'artefice delle privatizzazioni delle società partecipate in varia misura dallo Stato italiano.
Dalla campagna di privatizzazione di società come IRI, TelecomEniEnelComitCredit e varie altre, lo Stato italiano ricavò all'incirca 182 mila miliardi di lire.
Secondo alcune stime il debito pubblico italiano scese dal 125 per cento sul Pil del 1991 al 115 del 2001.
È inoltre la guida della commissione governativa che scrisse la nuova normativa in materia di diritto societario e per questa ragione viene informalmente chiamata legge Draghi (Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58).
Tra le sue imprese meno note, la ristrutturazione del debito italiano: avendo capito che, con l'inflazione in picchiata, sarebbe finita l'abitudine italiana di mettere tutti i risparmi in Buoni Ordinari del Tesoro (Bot), volle che si passasse al capitalismo popolare dei fondi d'investimento e dei prodotti finanziari complessi.
Nel 1991 il 70 per cento del debito statale era a tasso variabile e a breve termine, nel 2001, quando Draghi lasciò il ministero, il 70 per cento del debito era a tasso fisso e a medio-lungo termine.
Il declino dei Bot spinse gli italiani ad assaggiare quel che offriva il mercato propriamente detto, azioniobbligazioni.
Per questo il fronte degli oppositori di Draghi (Fausto BertinottiCirino Pomicino ecc.) gli imputa parte dei danni subiti dai risparmiatori a causa del crac Cirio, del crac Parmalat ecc.
Il 28 gennaio 2002 è stato nominato Vice Chairman e Managing Director di Goldman Sachs International per guidare le strategie europee dell'istituto dalla sede di Londra e, dal 2004 al 2005, membro del Comitato esecutivo del gruppo Goldman Sachs.
Il 29 dicembre 2005 diventa il nono governatore della Banca d'Italia.
Draghi viene chiamato a sostituire Antonio Fazio, costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo di Bancopoli.
A causa di questa vicenda la durata dell'incarico conferito a Draghi ha un mandato a termine di sei anni, rinnovabile una sola volta.
Dopo la nomina a governatore della Banca d'Italia vendette le sue azioni Goldman Sachs e affidò il ricavato a un blind trust, un fondo di cui non controlla la gestione. Ha fatto confluire gli immobili di proprietà della famiglia nella società senza fini di lucro Serena: atto costitutivo del 17 novembre 2007, ne è socio amministratore con la moglie, le quote sono equamente suddivise, ma in nuda proprietà, tra i due figli.
Rinunciò all'assenso preventivo e vincolante della Banca d'Italia per le acquisizioni bancarie, e rese possibili fusioni bancarie di rilievo storico.
Draghi rende subito chiaro la discontinuità con il predecessore Fazio. In un discorso del 2006 dichiara che non sarebbe mai intervenuto per influenzare operazioni di mercato, neanche laddove la legge gliene conferisse facoltà.
Contestualmente invita il sistema bancario italiano a fusioni e aggregazioni per evitare, date le piccole dimensioni, di venire acquisite da istituti di credito stranieri.
Contemporaneamente si batte per la revisione delle regole sui rapporti tra banche e imprese in due direzioni: l'innalzamento dei limiti alle partecipazioni che le banche possono detenere in gruppi industriali e alle partecipazioni nelle banche da parte di soggetti non finanziari. Nei diciassette mesi successivi hanno luogo fusioni eccellenti:
Unicredit con CapitaliaIntesa con Sanpaolo IMI, Banca Popolare di Verona e Novara con il gruppo Banca Popolare di Lodi, Banche Popolari Unite con Banca Lombarda.
Sul fronte interno fu alle prese con un difficile piano di riassetto della Banca d'Italia.
Le sue annuali Considerazioni finali esortavano a: riduzione delle tasse, riduzione del debito pubblico, taglio delle spese correnti, aumento degli investimenti, riforma della previdenza (2007); freno all'inflazione, riforma del mercato del lavoro, riforma del risparmio gestito, abolizione del massimo scoperto (2008); sostegno ai redditi e agli ammortizzatori sociali, innalzamento dell'età pensionabile, sostegno alle imprese da parte delle banche (2009). Forte richiamo al dovere di modernizzare la scuola, contenuto specialmente nelle 23 considerazioni del 2007.
Come presidente del Financial Stability Forum preparò un rapporto sulle cause delle turbolenze che hanno investito i mercati mondiali in seguito alla crisi dei mutui subprime statunitensi, indicando anche i rimedi.
Nell'aprile 2008 presentò al G7 a Washington il suo piano per migliorare la trasparenza dei mercati finanziari mondiali.
Il 16 maggio 2011, l'Eurogruppo ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Banca centrale europea.
Il vertice di Bruxelles del 16 maggio ha trovato l'accordo sulla candidatura di Draghi come Governatore della Banca centrale europea,
Al suo posto quale Governatore della Banca d'Italia, dopo una complessa scelta da parte del Governo Berlusconi IV, è stato nominato Ignazio Visco il 20 ottobre 2011.
Ad un mese dal suo insediamento, nell'intervento davanti all'Europarlamento ha chiesto ai Paesi dell'UE di recuperare in affidabilità, dichiarando che serve un segnale forte per i mercati, anche "un cambiamento dei trattati non va escluso" per andare verso una politica di bilancio omogenea.
Il 5 agosto 2011, poco prima del suo insediamento, ha scritto, insieme col presidente uscente della BCE, Jean Claude Trichet, una lettera al governo italiano per sollecitare una serie di misure economiche, che l'Italia avrebbe dovuto al più presto attuare.
Il 26 luglio 2012, in un intervento a Londra, annuncia che la Banca Centrale Europea farà tutto il possibile per salvare l'Euro.
Il 31 dicembre 2012 è stato nominato uomo dell'anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per aver ben gestito la crisi del debito sovrano europeo in un momento molto delicato come l'estate di quell'anno quando la crisi finanziaria stava per contagiare grandi economie, quali SpagnaItalia.
Il 22 gennaio 2015 il presidente Mario Draghi lancia l'atteso Quantitative easing, con cui la Banca Centrale Europea acquista titoli di stato dei paesi dell'Eurozona per 60 miliardi di euro fino al settembre 2016.
Draghi è sposato con Maria Serenella Cappello, esperta di letteratura inglese, e ha due figli: Federica, dirigente di una multinazionale delle biotecnologie, e Giacomo, trader in Morgan Stanley.Wikipedia.



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