venerdì 13 gennaio 2017

Verdini Denis

Verdini Denis

 Alle elezioni regionali del 16 aprile 2000 Verdini si presenta nella lista Forza Italia ed è eletto nella circoscrizione provinciale di Firenze, con 7.166 voti di preferenza.
Nel 2001 Verdini ottiene l'elezione alla Camera nelle file di Forza Italia nel listino bloccato, ovvero senza preferenze.
Alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006, indicato nel listino bloccato sempre senza preferenze, è riconfermato deputato della Repubblica al Parlamento Italiano per la XV Legislatura.
Dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 è nominato Coordinatore Nazionale di Forza Italia. Gestisce la fusione del suo partito con Alleanza Nazionale.
Nel 2009, dopo la nascita del Popolo della Libertà, è creato l'ufficio di Coordinatore Nazionale che è ricoperto da tre persone: Verdini ne fa parte insieme a Sandro Bondi e Ignazio La Russa.
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.
Diventa il fautore del "Patto del Nazareno" tra Silvio Berlusconi e il premier Matteo Renzi riguardante una collaborazione su riforme costituzionali (titolo V e Senato "Camera delle Autonomie") e legge elettorale Italicum, patto sancito il 18 gennaio 2014.
La fine dei rapporti è sancita con l'elezione di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015; Verdini viene man mano allontanato dal cosiddetto "cerchio magico" di Berlusconi composto da Mariarosaria Rossi, Francesca Pascale, Deborah Bergamini e Giovanni Toti.
Il 23 luglio dello stesso anno annuncia la sua fuoriuscita da Forza Italia, ritenendosi troppo distante dalle politiche intraprese dal partito.
Infine il 29 luglio presenta i nuovi gruppi parlamentari di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, dichiarando di voler sostenere il disegno di legge di riforma delle Costituzione promosso dal governo Renzi.[6]
Il 14 luglio 2016 con l'adesione ad Ala del viceministro Zanetti il partito di Verdini ha così un suo membro in rappresentanza nel governo.
Dopo il Referendum costituzionale del 2016 in Italia vinto dal fronte del NO, il Governo Renzi si dimette e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incarica il Ministro degli esteri Paolo Gentiloni di formare un nuovo esecutivo.
Il premier incaricato stila la lista dei ministri che porta al Quirinale.
Nella lista non sono presenti esponenti del movimento politico di Verdini il quale, insieme all'ex Vice ministro al Ministero dell'economia e delle finanze Enrico Zanetti, non voterà la fiducia al nascente Governo Gentiloni.Wikipedia.
Undici anni di reclusione. È la condanna richiesta dai pm di Firenze Luca Turco e Giuseppina Mione per il senatore di Ala Denis Verdini nella requisitoria del processo sul crac della banca Credito cooperativo fiorentino per le presunte truffe allo Stato nei contributi dell’editoria. Verdini è ritenuto dall’accusa il dominus della banca e delle attività editoriali organizzate per ottenere contributi pubblici. Chieste condanne di 9 anni ciascuno per i costruttori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, 6 anni per l’onorevole di Ala Massimo Parisi.
Altre pene fra 5 e 6 anni per la governance della banca a vari imputati. Il pm ha chiesto per Fusi 9 anni di reclusione.

Il pubblico ministero Turco ha chiesto anche la confisca di beni per un valore complessivo equivalente a 22,9 mln di euro in capo al senatore di Ala, Denis Verdini, e ad altri imputati. relativi al quadro di accuse per la presunta truffa allo Stato sui contributi all’editoria. In caso di condanna lo Stato potrà recuperare la cifra nei patrimoni di Verdini e di altri imputati coinvolti a vario titolo nel giro di società e cooperative editoriali e di servizi nate intorno a Il Giornale della Toscana e alla Sette Mari srl. La sentenza del tribunale è attesa per fine febbraio. corriere.it/politica/2017.1.12

Nessun commento:

Posta un commento