Verdini Denis
Nel 2001 Verdini ottiene l'elezione alla Camera
nelle file di Forza Italia nel listino bloccato, ovvero senza
preferenze.
Alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006,
indicato nel listino bloccato sempre senza preferenze, è riconfermato deputato
della Repubblica al Parlamento Italiano per la XV Legislatura.
Dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 è nominato Coordinatore Nazionale di
Forza Italia. Gestisce la fusione del suo partito con Alleanza Nazionale.
Nel 2009, dopo la nascita del Popolo della Libertà, è creato l'ufficio
di Coordinatore Nazionale che è ricoperto da tre persone: Verdini ne fa parte
insieme a Sandro Bondi
e Ignazio La Russa.
Il 16 novembre 2013, con la sospensione
delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.
Diventa il fautore del "Patto del Nazareno" tra Silvio
Berlusconi e il
premier Matteo Renzi riguardante una collaborazione su
riforme costituzionali (titolo V e Senato "Camera delle Autonomie") e legge elettorale Italicum, patto
sancito il 18 gennaio 2014.
La fine dei rapporti è sancita con l'elezione di Sergio
Mattarella come Presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015; Verdini viene man
mano allontanato dal cosiddetto "cerchio
magico" di Berlusconi
composto da Mariarosaria Rossi, Francesca Pascale, Deborah
Bergamini e Giovanni Toti.
Il 23 luglio dello stesso anno annuncia la
sua fuoriuscita da Forza Italia, ritenendosi troppo distante dalle politiche
intraprese dal partito.
Infine il 29 luglio presenta i
nuovi gruppi parlamentari di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie,
dichiarando di voler sostenere il disegno di legge di riforma delle Costituzione promosso dal governo Renzi.[6]
Il 14 luglio 2016 con
l'adesione ad Ala del viceministro Zanetti il partito di Verdini ha così un suo
membro in rappresentanza nel governo.
Dopo il Referendum costituzionale del 2016 in
Italia vinto dal
fronte del NO, il Governo Renzi si dimette e il Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella incarica il Ministro degli esteri Paolo
Gentiloni di formare
un nuovo esecutivo.
Il premier incaricato stila la
lista dei ministri che porta al Quirinale.
Nella lista non sono presenti
esponenti del movimento politico di Verdini il quale, insieme all'ex Vice ministro
al Ministero dell'economia e delle
finanze Enrico
Zanetti, non voterà la fiducia al nascente Governo
Gentiloni.Wikipedia.
Undici anni di reclusione. È la
condanna richiesta dai pm di Firenze Luca Turco e Giuseppina Mione per il
senatore di Ala Denis Verdini nella requisitoria del processo sul crac della
banca Credito cooperativo fiorentino per le presunte truffe allo Stato nei
contributi dell’editoria. Verdini è ritenuto dall’accusa il dominus della banca
e delle attività editoriali organizzate per ottenere contributi pubblici.
Chieste condanne di 9 anni ciascuno per i costruttori Riccardo Fusi e Roberto
Bartolomei, 6 anni per l’onorevole di Ala Massimo Parisi.
Altre pene fra 5 e 6 anni per la
governance della banca a vari imputati. Il pm ha chiesto per Fusi 9 anni di
reclusione.
Il pubblico ministero Turco ha
chiesto anche la confisca di beni per un valore complessivo equivalente a 22,9
mln di euro in capo al senatore di Ala, Denis Verdini, e ad altri imputati. relativi
al quadro di accuse per la presunta truffa allo Stato sui contributi
all’editoria. In caso di condanna lo Stato potrà recuperare la cifra nei
patrimoni di Verdini e di altri imputati coinvolti a vario titolo nel giro di
società e cooperative editoriali e di servizi nate intorno a Il Giornale
della Toscana e alla Sette Mari srl. La sentenza del tribunale è attesa
per fine febbraio. corriere.it/politica/2017.1.12
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