Partito Centro democratico Europa
Gli opposti si attraggono: in fisica, in amore — si dice — e
anche in politica, almeno in questa tornata elettorale. Carriere e provenienze
diverse, vite parallele, posizioni lontane. Per poi trovarsi fianco a fianco,
sotto lo stesso simbolo, al voto del 2018. Quando Bruno Tabacci è corso in
soccorso di Emma Bonino, prestando il simbolo di Centro democratico a +Europa —
permettendole così di non incappare nella raccolta firme per presentare la
lista alle elezioni — già l’accostamento ha destato stupore: la leader delle
battaglie radicali con l’ex democristiano, fondatore della formazione
centrista.
Alla quale aderisce, tra gli altri, un altro ex Dc di lungo
corso come Angelo Sanza, che partito da Ciriaco De Mita si trova così a
incrociare il cammino politico (da volontario, ha assicurato, perché non
correrà) con Marco Cappato, per esempio, esponente dell’associazione Luca
Coscioni. In comune radicali ed ex Dc, dicono, hanno europeismo e lotta ai
populismi. Però anche Riccardo Nencini, leader socialista, che pure aveva
offerto a Bonino un posto in Insieme, si è chiesto il perché di questa intesa:
«Con noi forti assonanze politiche. Risposta negativa. Stessa proposta da
Tabacci. Risposta positiva. Ma le assonanze politiche sono decisamente meno».
La bufala
un accorpamento anche inusitato può ben valere un seggio in Parlamento dove si soffre per il bene del paese
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